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Il saluto di Sinistra XXI ai compagni socialisti riuniti a Livorno

Martedì, 20 Marzo 2018 10:25 Scritto da 
Una delle locandine dell'iniziativa "Avanti verso Livorno" Una delle locandine dell'iniziativa "Avanti verso Livorno"

Il saluto inviato da Alessandro Tedde, presidente di Sinistra XXI, all'iniziativa socialista di Livorno, nella quale una delle quattro relazioni iniziali è stata affidata al compagno Antonino Martino, vicepresidente di Sinistra XXI.

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Alle compagne e ai compagni riuniti a Livorno

Care compagne e cari compagni riuniti a Livorno,

ringrazio il comitato organizzativo "Avanti Verso Livorno" (Aldo Potenza, Dario Allamano, Antonino Martino, Vincenzo Lorè) che ha voluto invitare Sinistra XXI a questa assise composta prevalentemente da organizzazioni che si riconoscono nell'esperienza del socialismo italiano.

Per motivi legati sia alla nostra giovane età, sia alle ragioni fondative del nostro progetto, la nostra organizzazione non è, né si sente parte, della c.d. diaspora socialista, fenomeno al quale guardiamo solo da un punto di vista storico, avendo maturato, in questi primi sette anni di esistenza, il convincimento della ineluttabilità della definizione di una proposta strategica (e non tattica) per la sinistra del XXI secolo: non del XX, del XIX, ecc..

Siamo convinti, infatti, che la politica, pur gramscianamente intesa come Politica-storia, si faccia qui e ora: questa posizione è, peraltro, la stessa che da anni portiamo a tutte le assise alle quali i compagni socialisti gentilmente ci invitano.

Nel merito, mi sia consentito richiamare proprio quanto scrissi in occasione degli Stati generali del socialismo, promossi nel 2012 dalla Lega dei socialisti. In quella occasione, spiegai che con il numero 21 noi simboleggiamo "tre ragioni fondative" che colleghiamo al nostro passato, al nostro presente e al nostro futuro:

 

«’21, innanzitutto, come l'anno della scissione tra comunisti e socialisti in Italia [che] che fu la prima divisione consistente del movimento operaio nel nostro Paese e da cui non si può prescindere per trovare le cause che ci vedono oggi in una situazione difensiva di fronte alla barbarie del sistema capitalista.

“21” come gli anni che un tempo sancivano il passaggio dall'adolescenza alla maturità [...] che oggi noi, giovani quadri di una sinistra dispersa e frastagliata, vogliamo raggiungere assumendoci le nostre responsabilità. Motivo per cui la nostra associazione esplica la propria azione a partire dall'impegno dei giovani militanti e si rivolge ad essi con l'intento di aprire un percorso di rinnovamento della classe dirigente della sinistra italiana, seppur tenendo ben fermi i riferimenti ideologici, politici e culturali del nostro passato.

Il “XXI” come futuro: quel ventunesimo secolo di cui abbiamo appena superato il primo decennio e che è l'orizzonte entro il quale la sinistra di classe italiana deve ricostruire il proprio progetto di società, uscendo dalla ripetizione, dogmatica ed avulsa dal proprio contesto, degli schematismi dell'Ottocento e del Novecento, per mettersi in relazione ed agire assumendo una pratica coerente con quello che è la classe oggi e per come si modificherà per l'incidere delle trasformazioni economiche e sociali.»

 

Ritengo che quegli auspici siano ancora oggi validi e, anzi, che vadano fortemente rimarcati in questa sede, a seguito delle discussioni collegate ai documenti preparatori della stessa, dalle quali mi è parso di cogliere la tendenza a proseguire su di una strada opposta a quella da noi auspicata. Faccio un solo esempio che, tuttavia, ritengo possa essere sufficiente a spiegare questa differenza.

La citazione di Umberto Terracini che campeggia sul manifesto dell'iniziativa è, a mio modo di vedere, l'esemplificazione di come non debba cominciarsi, oggi, una discussione finalizzata alla ricomposizione del campo del socialismo italiano, che presumo si ritenga idealmente e culturalmente più ampio di quello che si riferisce alla storia del Partito socialista in Italia.

Quella citazione (alla quale se ne potrebbero contrapporre altre di tenore esattamente opposto, di Turati, dello stesso Terracini o di altri), completamente avulsa dal suo contesto e non inserita all'interno di un ragionamento storico, bensì posta quasi a titolo della presente manifestazione, appalesa una sorta di ottuso intento revanchista, espressione di una certa visione reducista, che invero non coglie l'elemento determinante di una ricomposizione del campo socialista quale campo dell'espressione dell'alternativa di società al capitalismo.

Ragionando per slogan, potrei dire che mentre la nostra organizzazione ritiene che l'affaire del '21, ormai divenuto storia, debba essere superato (direi marxianamente aufgehoben, cioè riassunto e sublimato in qualcosa, non di più vasto e comprensivo, ma di nuovo) nel XXI secolo. Mi pare, invece, che le premesse di questo appuntamento siano più che altro finalizzate a risolvere l'affaire del XXI secolo ritornando, contro il procedere della Storia, al '21.

Se tali sono le premesse, evidentemente non possiamo ritenerci parte di questo consesso e del suo futuro sviluppo. Se invece, come speriamo, pur in un modo assai goffo e volgare (nel senso marxiano di "superficiale"), si è voluta esprimere la volontà di essere rivoluzionari nel XXI secolo sulla base di una ri-voluzione che comprendesse un'analisi storica del XX secolo, allora ritengo che le nostre strade possano anche incrociarsi nel prossimo futuro.

Vorrei che fosse chiaro che, con tali affermazioni, non vogliamo esprimere alcun intento nuovista né rottamatore, ma focalizzare il fatto strategico che l'attuale fase storica in cui agire una proposta socialista è il XXI secolo e i suoi attori saranno quelle masse la cui mente si è formata e si formerà in questo secolo. Ciò che è stato ha avuto le sue ragioni, che a loro tempo saranno apparse diverse ai contendenti e pur entrambe giuste: questo è un dibattito a cui non vogliamo sottrarci, ma è un dibattito che vogliamo affrontare nelle sedi in cui si discute della storia della Politica e non in quelle, come l'odierna, in cui si vorrebbe fare Politica-storia.

Cionondimeno, ritengo che sia utile ed opportuno non cadere nella tentazione della mera critica e, pertanto, indirizzo a tutta la platea l'invito alla comune costruzione che la mia organizzazione indirizza a tutti coloro i quali ritengono che, in questa fase storica di trasformazione e di transizione, sia necessario condividere un programma storico di fase, orientato alla definizione di un quadro minimo condiviso: un patto orientato alla costruzione di un socialismo costituzionale repubblicano, proposta che dà il nome al Laboratorio aperto che abbiamo costituito e al quale vi invitiamo, nella vostra autonomia, a prendere parte.

La nostra organizzazione, nella quale comunisti e socialisti condividono gli sforzi per fondare scientificamente i presupposti per costruire un'alternativa di società nella fase storica che viviamo, vuole mettersi a disposizione per agevolare i processi di ricomposizione delle storie politiche del campo dell'alternativa, perché si superino formule e formulette che il Novecento ci ha lasciato in dono e si ridia vigore alla questione rivoluzionaria, intesa quale processo di riforma sociale senza alcuna capitolazione all'avversario.

Riteniamo che ridare dignità alla parola, al concetto e al progetto del socialismo non significhi trovare i modi per rendere l'onore delle armi ai vinti del XX secolo (di cui tutti dovremmo sentirci parte), ma operare perché il XXI secolo sia il campo dove combattere, e finalmente vincere, la battaglia storica che fu anche di chi ci ha preceduto.

Auguri di buon lavoro a tutte e a tutti.

Sassari, 23 marzo 2018

Alessandro Tedde

Presidente nazionale Sinistra XXI

Ultima modifica il Giovedì, 29 Marzo 2018 23:13
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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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