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Pubblicato in Notizie

Non siamo Charlie.

Venerdì, 09 Gennaio 2015 09:12 Scritto da 

Manuele Bonaccorsi, giornalista di Left, giustamente ha scritto che per rivendicare di "essere Charlie" bisogna rivendicare tutto ciò che negli anni Charlie ha scritto, nonché le sue copertine (compresa quella polemica con le posizioni della Chiesa Cattolica sui rapporti omosessuali, in cui Dio, Cristo e lo Spirito Santo intrattengono un rapporto anale).

Ma siamo sicuri che, effettivamente, qualsiasi cosa appaia sulla carta stampata debba essere difesa in quanto, appunto, stampata? Non sarà fin troppo retorico, in un Paese che ride per le macchiette grottesche di Crozza, sostenere la sacralità della satira, a prescindere?

Charlie era e rimane non un giornale ateo, anticlericale e blasfemo. Laico alla maniera dei francesi, insomma. Ma davvero tutti i Charlie dell'ultima ora sono atei, anticlericali e blasfemi?

Chi scrive sa di non poter essere Charlie, perché ha superato la blasfemia con l'uscita dall'adolescenza, l'ateismo individualistico con l'adesione al marxismo1, l'anticlericalismo individualistico con il gramscismo nazionalpopolare (chiedere a Fidel, al compianto Hugo, al Sup se coi preti si può fare la Rivoluzione. Pare di sì, dipende solo da quali preti).

I redattori di Charlie, come il loro direttore, erano consci di ciò a cui potevano andare producendo vignette di tal fatta: sono stati terroristi islamisti ad ucciderli, ma non è un problema di integralismo islamico, come vorrebbe raccontarci la destra. Ben sarebbero potuti essere terroristi di matrice cristiana, che esistono anche in Italia.

Il problema reale è il generale rispetto per i riferimenti culturali altrui: nell'Italia degli anni '70, strisce di tale portata sui riferimenti culturali del movimento operaio, probabilmente avrebbero portato una reazione similare da parte delle ateissime brigate rosse.

La reazione terroristica al trastullo dei signorotti radical della Parigi bene che leggono Charlie ci farà fare un bel passo indietro nella generale guerra socialista che conduciamo per il superamento delle forme arcaiche del progresso umano: teocrazie, medioevo, assolutismo, liberalismo.

Questo tipo di satira, che irride il nemico/avversario superando il profilo pubblico per offenderne le intime credenze, non è, in un certo qual modo, essa stessa una forma di imperialismo culturale dell'Occidente? Un esempio della tracotanza del suo presunto liberalismo, libertarismo e libertinismo?

Non vogliamo mancare di rispetto alle vittime del barbaro gesto ed alle famiglie che le piangono, ma non possiamo non pensare che scrivendo e disegnando in quel modo, queste non sapessero a quanto andassero incontro. Lo sanno coloro i quali lottano quotidianamente, ad esempio, contro le mafie e se ne assumono il rischio. Lo sappiamo noi che lottiamo per una società altra. Altra da quella dei nemici di Charlie. Ma altra anche da quella degli amici di Charlie. No, noi non siamo Charlie, ma comunque chiediamo Pace per i morti e Giustizia per i vivi.

Leggi anche: "La sinistra e i fatti di Parigi".


 1 Chi non capisce si rilegga il passaggio dei Manoscritti Economico-Filosofici del 1844, in cui Karl Marx afferma: "l'ateismo è, sì, una negazione di Dio e pone attraverso questa negazione l'esistenza dell'uomo, ma il socialismo in quanto tale non ha più bisogno di questa mediazione". La religione è "un fenomeno destinato a svanire appena l'esperienza del mondo garantirà agli individui quella "felicità reale" che la fede in un Dio elargisce in forma soltanto ingannevole." Il comunismo "realizza quanto la religione promette e non mantiene, destinandola così al tramonto. Note da K. Marx, Antologia, a cura di E. Donaggio e P. Kammerer, Ed. Feltrinelli.

Ultima modifica il Venerdì, 09 Gennaio 2015 18:55
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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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