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*la Sinistra del XXI secolo*

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 14:35

Da nuit debout al socialismo costituzionale. Lezioni per la sinistra italiana

Le odierne società complesse, in piena crisi di governo e di rappresentanza, criminalizzano il conflitto, il quale invece è centrale nelle costituzioni-programma democratico-sociali, che vivono di dinamicità e che solo dinamicamente possono essere difese, cioè tendendo al loro potenziamento nel senso del raggiungimento di un nuovo stadio sociale (e costituzionale), motivo per cui sono state poste.

Il fine attuativo della nostra Carta è una particolare forma di socialismo costituzionale definito intorno al progetto di democrazia economica consegnatoci dal combinato disposto degli artt. 1, 3, 41 e 46. Solo l’accettazione della indissolubilità originaria tra costituzione e socialismo potrà consentire di lottare per una costituzione materiale che non contraddica in toto quella formale

Per non presentarsi come il fronte della conservazione e della difesa dello status quo, la sinistra deve promuovere un’idea ricca e articolata di democrazia, opponendo una progettualità riformatrice alternativa, riconnessa alle radici del costituzionalismo democratico-sociale, che approfondisca le direttrici socialiste della Costituzione, promuovendo processi decisionali ed istituti di autogoverno popolare e dei soggetti del lavoro.

Una simile prospettiva non può ignorare gli ostacoli posti dai Trattati europei, ma proprio prendendo atto dell'inconciliabilità fra il modello sociale costituzionale e quello imposto a partire da Maastricht, è possibile chiarire la portata dello scontro rispetto alla “Europa reale” e non rifuggire da una critica da sinistra all'Unione secondo un percorso strategico che sia o di “rottura dell'Unione” o di riforma radicale dei suoi Trattati.

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Sabato, 11 Febbraio 2017 16:36

L'inchiesta operaia come metodo del lavoro politico nell'azienda

Nel lavoro di promozione di nodi di fabbrica e forum di distretto, ha una grande rilevanza l'inchiesta operaia come metodo del lavoro politico nell'azienda, un tipo di intervento inventato da Karl Marx che si fonda sulla conoscenza preventiva dei lavoratori e della fabbrica e che nella storia del movimento operaio ha avuto alterne fortune. Per la costituzione del partito antagonista, il solo di cui non si servono i grandi industriali, i quali non hanno "un partito politico permanente proprio [ma] si servono dei partiti esistenti [perché] il loro interesse è un determinato equilibrio, che ottengono appunto rafforzando coi loro mezzi, volta a volta, questo o quello dei partiti del vario scacchiere politico” (A. Gramsci, Note sul Machiavelli), più che promuovere “un accordo con i segretari delle federazioni e dei sindacati [serve] studiare ciò che avviene in mezzo alle masse operaie [nella] fabbrica capitalista come forma necessariamente della classe operaia, come organismo politico, come ‘territorio nazionale’ dell'autogoverno operaio” (A. Gramsci, L'Ordine nuovo).

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