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*la Sinistra del XXI secolo*

Antonino Martino

Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sabato, 21 Settembre 2013 11:01

Il dibattito in Sel.

In questo articolo, proverò a ricostruire il dibattito all'interno di Sel, che ha il merito di non concentrarsi tanto sui nomi, quanto di costruire uno dei pochi congressi in cui si confrontano diverse visioni di partito e di appartenenza politica. Ecco, le novità.

La prima: pare verrà eliminato il nome di Vendola dal simbolo, un indubbio successo per i compagni che in Sel si sono battuti per una spersonificazione del partito.

Secondo punto dirimente è la subalternità al Pd. Il gruppo dirigente attuale di Sel pensa ad una collocazione strategica nel centrosinistra, nella speranza di un rimescolamento del Pd, con una costituente nel campo largo dei progressisti che veda anche la partecipazione di Sel, posizione che nel Pd tiene ad esempio Civati.

C'è chi però, non accetta né la strategicità del centrosinistra, né un rimescolamento indefinito, né intende più sopportare la personificazione imperante in Sel: per questo è stato steso il documento Apriti Sel (apritisel.wordpress.com), nel quale chiedono, appunto: partecipazione, lavoro per il radicamento del partito, ripresa della missione originaria di Sel del congresso di Firenze, con una collocazione Europea che non trovi nel Pse il solo l'interlocutore ma che possa essere piattaforma di unità delle varie sinistra Europee, unendo le esperienze migliori del Pse, del Gue e dell'ecologismo di sinistra.

Il documento, partito dal basso, sta ricevendo molte adesioni e certo non si candida ad essere una mozione alternativa, ma un contributo alla discussione se la presidenza nazionale di Sel sarà capace di recepire questo contributo. Per ciò che mi riguarda, a titolo personale, ho sottoscritto il documento Apriti Sel, poiché ritengo che solo da un soggetto della sinistra che veda un aggregazione sociale e poi politica delle varie sinistre del lavoro liberato, il suo stare insieme, possa emergere una progettualità unitaria e costruttiva per un alternativa di governo e di società. 

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Sulla questione Siriana, Sinistra XXI ha già detto come la pensa: come per tutti gli scenari esteri, ci affidiamo alle considerazioni che le sinistre di classe fanno in quei Paesi.

Vorrei qui soffermarmi sull'analizzare invece il movimento che in Italia si sta creando, o dovrebbe crearsi, in opposizione al rischio di guerra in Siria.

Recentemente vi è stato il primo e unico momento - sintomatico di come stia la sinistra italiana - di mobilitazione, convocato da Papa Francesco, che ha fatto un appello a far tacere le armi e al digiuno. In molti, hanno fatto subito seguire le loro adesioni e convocato flash Mob contro la guerra, con la incredibile contraddizione che in piazza vi erano tutti ma proprio tutti, Pdl compreso, tutte le forze che le guerre in ogni dove le hanno sempre appoggiate.

Questo è stato, dicevamo, l'unico momento forte e nazionale di opposizione al rischio di guerra in Siria. Per il resto, da parte delle poche forze coerentemente antimperialiste, abbiamo visto manifestazioni frammentate, iniziative territorio per territorio, mai oltre il volantinaggio con l'incapacità di partiti che evidentemente non sono più tali da riuscire a convocare una mobilitazione nazionale.

Certo il ribellismo che anima una buona parte della cosiddetta sinistra radicale, che porta molti compagni a stare con i cosiddetti Ribelli, molto vicini se non proprio facenti parte del terrorismo di matrice estremista islamica, non ha aiutato il movimento, ma di sicuro anche tra le poche forze coerentemente antimperialiste un coordinamento è mancato e continua a mancare. Ed allora, è il Papa a dettare l'agenda delle mobilitazioni.

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Sabato, 21 Settembre 2013 11:00

Il partito che è partito.

Ritorniamo dopo l'estate e mi pare utile incominciare a fotografare la situazione del dibattito precongressuale all'interno dei vari soggetti politici della sinistra e del centrosinistra.

Partiamo da quello che è, ormai, solo uno spazio politico, come lo stesso Bersani ebbe a dire, ovvero il Partito Democratico.

Ad oggi, dopo ben tre direzioni Pd nel giro di dieci giorni, non vi è chiarezza sulle regole congressuali, sui candidati, a cominciare dal liberista Renzi che si fa avanti e poi si ritira, ma soprattutto manca quasi totalmente un identità. Ormai solo in parte resistono le vecchie aree: un rimescolamento è avvenuto, anche tra ex Ds ed ex Margherita, c'è chi salta sul carro del vincitore Renzi, come qualche ex Giovane Turco, c'è chi vi si oppone per convenienza, come Letta che non vuol fare la fine di Prodi con Veltroni.

Ma, soprattutto, c'è un prendere posizione a nome personale, del proprio territorio, del proprio gruppetto, come appunto in uno spazio politico grande ed indeterminato dove vi è tuto e il contrario di tutto. Perse le identità residue di Ds e Margherita, la maionese impazzita è totalmente subalterna al contingente: sì o no a tenere in piedi il governo Letta, Berlusconi condannato in via definitiva, l'Imu. Ci si divide su tutto, su tutto ci si spacca, nessuna prospettiva di società se non da qualche voce isolata che purtroppo in questo bailamme rappresenta solo se stesso.

Per chiudere citiamo due contributi, uno di Mario Tronti che dice: "ci vorrebbe un partito" dimostrando che il Pd non lo è più, l'altro di un caustico commento sul blog del Partito Democratico dove un militante dei Giovani Democratici Torinesi, anonimo, dice che, letteralmente, "è partito il partito", nel senso che ormai purtroppo il Pd ha smesso di essere una comunità politica, almeno come quelle che fino ad ora sono state note con questo termine.

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Sabato, 21 Settembre 2013 10:57

Crocetta passo indietro sul Muos

E' di ieri la notizia, grave, della revoca della revoca - se così si può dire - che Rosario Crocetta, presidente della regione Sicilia, ha emanato nei confronti del Muos.

Morale: per la regione Siciliana gli americani sono liberi di installare le famose antenne, tanto dannose per la popolazione quanto segno dell'asservimento dell'Italia nei confronti degli Usa. Certo non è finita, vi è un ricorso al consiglio di Stato, ma politicamente lo sconfessamento di quanto aveva detto Crocetta in campagna elettorale, ovvero l'appoggio pieno alla battaglia No Muos, è totale. Gli attivisti e le forze politiche di opposizione occupano il comune di Niscemi, la rabbia popolare giustificatamente divampa contro i vertici della regione.

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Sinistra XXI Chivasso esprime il proprio parere sulla presunta incompatibilità del sindaco Ciuffreda, dato il suo ruolo all'ospedale Molinette di Torino.

Quanto affermato dal Civit, che indica come questa sussista, è sicuramente da tenere in debito conto, come lo saranno quelli delle altre autorità preposte. Pur ritenendo questa norma di dubbia costituzionalità e sicuramente scorretta, l'ennesimo atto di un governo Monti staccato totalmente dalla realtà e purtroppo sostenuto anche dal Pd (con la stessa maggioranza dell'attuale governo Letta).

E' che questo fatto rappresenterebbe un'altra tegola sulla nostra città, dopo l'ombra del commissariamento, per fortuna scongiurata: la nostra città sarebbe sicuramente messa a dura prova da nuove elezioni.

Tuttavia, nessuno può fare pressioni sul sindaco Libero Ciuffreda, affinché scelga tra l'attività di sindaco e quella, pure importante, svolta all'ospedale Molinette. Le uniche pressioni, che da parte nostra ci sentiamo di fare, vanno nel senso di auspicare una celere decisione del sindaco, rispettando la legge perché noi siamo diversi dal centrodestra. Dobbiamo essere diversi: non possiamo affidarci, per nessun motivo, ad eventuali emendamenti ad personam, o ad personas - dato che sono molti i sindaci e presidenti di provincia coinvolti. Non possiamo fare ciò che per anni abbiamo imputato, e giustamente, al Pdl.

Risibili ci appaiono poi le speculazioni dell'opposizione di centrodestra e del M5S: i primi sono capeggiati da un uomo che delle leggi ad personam, dell'attacco ai poteri dello Stato e dello sfregio per le istituzioni ha fatto un marchio del suo agire politico, i secondi dovrebbero ricordarsi che, come diceva Nenni, c'è sempre qualcuno più puro che ti epura. Ricordiamo il caso della portavoce grillina a Genova, coinvolta in una storia di spaccio - cose da accertare per carità - ma dovrebbero ricordarsi i Grillini che anche loro non sono altra cosa dal mondo e che anzi, se si fossero prese le loro responsabilità, a quest'ora saremmo a commentare a livello nazionale un altro governo.

In conclusione quindi, Sinistra XXI dice no ad ogni speculazione e ad ogni tentazione di leggi ad personam: siamo per la trasparenza e la legalità, le quali sempre hanno contraddistinto quest'amministrazione guidata dal sindaco Ciuffreda, il quale ha il diritto e il dovere di scegliere celermente quale attività vuole svolgere, ovviamente sentiti tutti i pareri delle autorità preposte.

A noi forze della sinistra di classe all'interno della maggioranza, il compito di continuare, come sempre, la spinta verso un governo di alternativa di società per la nostra città, qualsiasi decisione il sindaco vorrà assumere.

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Se lo sono chiesti i senatori tutti del Partito e venerdì hanno agito di conseguenza.

La vicenda delle responsabilità del Ministro dell’Interno Angelino Alfano è già molto grave in sé e ormai non vi è nulla da aggiungere, per chi è convinto, e con fondamento, che non poteva non sapere del blitz e della espulsione della dissidente kazaka. Quindi, se fossimo un paese normale, si dovrebbe dimettere e basta e gli altri componenti del governo dovrebbero sconfessarlo e prendere le distanze per non coinvolgere l’intero esecutivo.

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Venerdì, 10 Agosto 2012 17:46

In Piemonte si torni al voto

Davvero singolare e triste ciò che sta avvenendo in regione Piemonte, triste per la democrazia, singolare per il paradosso della classe politica Piemontese. Grazie ad un ricorso inoltrato dai Radicali, si accerta in cassazione che Cota, governatore attuale del Piemonte, ha vinto le elezioni grazie a firme false, firme raccolte dalla lista Pensionati per Cota, voti che hanno permesso di vincere al fotofinish al centrodestra. A questo punto Mercedes Bresso chiede di tornare alle elezioni ma in consiglio di Stato rimanda tutto al tar, con una sentenza che Cota spaccia per sua vittoria. Bene, a questo punto che fa Cota? Chiede l'accertamento della veridicità delle firme raccolte da una lista in sostegno di Bresso, Invalidi per Bresso, non capendo che, come giustamente fanno notare i Radicali questa è un ulteriore conferma, anche se il governatore avesse ragione, dell'irregolarità delle elezioni Piemontesi e del bisogno di tornare a votare. Questo è l'auspicio che ci poniamo anche noi di Sinistra 21, elezioni regolari per avere finalmente una giunta democraticamente eletta.

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