Accedi ai servizi con il tuo nome utente e password

Accedi - Registrati

*la Sinistra del XXI secolo*

Antonino Martino

Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Civati, Landini e Vendola hanno lanciato il patto di Piazza Santi Apostoli per una coalizione per il lavoro.

Al di là delle forme organizzative che prenderà questa iniziativa, la sinistra ripete la propria tradizione di lanciare una parola d'ordine senza chiarirne i contorni, posticipando ad un futuro prossimo il compito di vedere se, diversamente dal passato, si trasformerà in fatto concreto.

Letto 451 volte
Vota questo articolo
Etichettato sotto:
Venerdì, 26 Settembre 2014 09:20

I "ma anche" del Pd sugli F35.

in Notizie

Nei giorni scorsi, alla Camera si è avuta un'altra dimostrazione del congenito "ma anche" che affligge il Pd fin dalla sua nascita.

Tre le mozioni sugli f35 in votazione: bocciata quella di Sel, Civatiani e Cnque Stelle che era per l'abolizione dei finanziamenti ai Caccia F35; approvata quella del Pd, volta a dimezzare gli f35, ma non votata dai Civatiani.

A questo punto, si potrebbe dire che è meglio un dimezzamento rispetto al mantenimento del programma.

Peccato che

Letto 388 volte
Vota questo articolo
Etichettato sotto:
Venerdì, 26 Settembre 2014 09:09

Il fronte della lotta torna sul lavoro.

in Notizie

Il fronte della lotta torna oggi sui diritti dei lavoratori e sul loro smantellamento.

Renzi, con la scusa che lo chiede l'Europa (falso! Leggete il rapporto OCSE) punta allo smantellamento dell'articolo 18.

Non solo, vuole riscrivere l'intero diritto del lavoro, in primis il cosidetto contratto a tutele crescenti che in realtà è la totale liberalizzazione delle facoltà di licenziare per i padroni e lo smantellamento totale di ogni tutela per i lavoratori.

Il fronte che si oppone a questa deriva liberista, intimamente di destra, pare essere oggi numeroso: la sinistra Pd, la Cgil nella sua interezza, gli stessi sindacati Cisl e Uil, la sinistra alla sinistra del Pd.

Ora però, come sempre, si dovrà vedere che capacità avrà questo fronte: si dovrà essere capaci di non chiudersi solo nel no senza proposta, si dvorà mettere in campo un'iniziativa politica forte, volta ad un confronto, senza escludere nessuno con patenti di sinistrismo e analisi del sangue.

Per fare una contoproposta punto per punto, bisogna avere una ricetta per un aggiornamento, estensione e avanzamento del diritto dei lavoratori in chiave favorevole alla classe di riferimento.

Servirà quindi subito un comitato per il diritto del lavoro, volto a creare una proposta politica che viva nella pratica delle lotte e del conflitto ma anche nell'elaborazione di una credibile alternativa.

Oggi, per come siamo messi, come in un alluvione ormai divampante, non possiamo fare l'analisi della composizione chimica di ogni singolo sasso e granello di sabbia che costituisce l'argine da costruire, ma provare a costruire l'argine il più in fretta possibile, predisponendosi già a progettare la casa futura.

ACQUISTA IL PERCORSO DI LETTURA "IL LAVORO COM'ERA". INFO CLICCANDO SU "DOWNLOAD ALLEGATI" QUA SOTTO.

Letto 729 volte
Vota questo articolo
Etichettato sotto:

Il Pseper come lo abbiamo conosciuto finora, pare giunto ad una crisi.

Dopo la proposta fatta nell'ultimo congresso dai socialdemocratici tedeschi di cambiare il nome del partito Europeo in Socialisti e Democratici (uniformandolo a quello del gruppo nel parlamento Ue), arriva dall'Italia una stoccata all'assetto dell'attuale Pse.

Letto 781 volte
Vota questo articolo
Etichettato sotto:

Passato il momento dell'insediamento, in cui Matteo Renzi, sulla scia della vittoria rottamatrice, annunciava "una riforma al mese", il fiorentino ha avuto qualche cambio di stile. Forse ha fortunatamente capito che la politica, specie a livello nazionale, conosce pesi e contrappesi democratici: non è quindi tanto facile stradicare tutto da soli.

Ciò non gli ha impedito di procedere con un disegno che incorpora due tradizioni politiche europee, forti anche se sconfitte: un mix di democrazia cristiana e blairismo frutto di una tradizione liberaldemocratica in salsa italiana, che riunisce il liberismo e quel pizzico di populismo e paternalismo. Sul campo delle riforme, ha subito mostrato di voler tagliare quel minimo di rappresentanza di classe che esiste in Italia: alla Camera è già passato l'italicum con l'ulteriore innalzamento dello sbarramento, niente preferenze e niente quote rosa.

Ma come hanno affrontato questa legge elettorale ii partiti e le aree della sinistra?

Letto 638 volte
Vota questo articolo

Con un golpe sostenuto nelle piazze dai fascisti, le opposizioni al governo Ianukovich, guidate dalla oligarca liberista Timoshenko e dal partito filonazista Svoboda, hanno orchestrato un vero e proprio golpe che ha deposto il presidente legittimo dell'Ucraina.

Ripercorrendo il solito schema delle rivoluzioni colorate, finanziate e sostenute da Usa e Ue, la miccia è stata l'adesione o meno dell'Ucraina alla Unione Europea, ma ben presto si è capita la vera natura dei manifestanti, grazie soprattutto al lavoro di denuncia del partito Comunista d'Ucraina, pur all'opposizione del governo Ianukovich.

Letto 8440 volte
Vota questo articolo

Vladimir Luxuria è stata recentemente protagonista della messinscena pro Glbt in Russia alle olimpiadi invernali.

La ex deputata, che già in passato ci aveva deliziato con una risposta esemplificativa alla domanda "Sei comunista?" rispondendo "Io sono trans.", scambiando ideologia ed orientamento sessuale, evidentemente era da un po' sfronita di notorietà politica.

E allora quale migliore occasione dello scenario olimpico?

Letto 571 volte
Vota questo articolo
Etichettato sotto:

Sinistra XXI, con i suoi militanti, ha agito all'interno del congresso di SEL, lavorando alla redazione di importanti ordini del giorno ed emendamenti, dei quali possiamo ritenerci altamente soddisfatti.

Letto 1019 volte
Vota questo articolo

Il caso Pussy Ryiot è emblematico delle difficoltà della quasi totalità dell'attuale sinistra nostrana ad individuare il campo in cui stare ed a riconoscere i compagni di strada.

Le Pussy Ryot, idolatrate da molta sinistra "radicaloide", ora che sono uscite dal carcere in seguito ad un provvedimento di aministia di Putin, svelano il loro vero volto: guardano all'impegno politico e indicano al posto di Putin un liberale come Teodorcoschy,  segno evidente del campo in cui si riconoscono.

Il signore in questione è un liberale e liberista filo-Usa, anticomunista, critico verso Putin (non per la mancanza di diritti civili o la democrazia limitata, benché molto stiano facendo i comunisti russi in tal senso, tant'è che lì gli sbarramenti elettorali si abbassano) in quanto troppo antiamericano e attento alla sovranità nazionale russa, troppo amico delle potenze comuniste e socialiste come i paesi del Brics. Ecco dove stanno le tanto amate Pussy Ryot, difese per la mancanza presunta di diritti umani o, meglio, idolatrate dalla sinistra "radicaloide" italiana.

E' evidente che, sempre e dovunque, tali saranno i risultati se continuerà l'assenza di una forte sinistra di classe, capace di avere solidi rapporti con i compagni dei corrispondenti partiti esteri.

Letto 496 volte
Vota questo articolo
Etichettato sotto:

Dopo l'importante e molto riuscita assemblea di Roma del 18 gennaio, ad Asti il 4 febbraio 2014 presso la Casa del Popolo in via Brofferio 129, si è dato seguito alla iniziativa regionale del Piemonte: per unire e rinnovare la sinistra, unire i comunisti, dare rappresentanza politica al mondo del lavoro.

Hanno partecipato: Azione Civile, CGIL, Costituente per i beni comuni, FIOM, Movimento 2 giugno, Movimento per il Partito del Lavoro, PdCI, PRC, Rosso Ideale, SEL, Sinistra XXI e altre associazioni.

Ecco l'intervento di Antonino Martino, vicepresidente nazionale di Sinistra XXI.

Care compagne e cari compagni,

Sinistra XXI accoglie con soddisfazione questa iniziativa in quanto, per la prima volta dopo tanto tempo, si evoca una parola di cui in questi anni tanto si è sentito il bisogno e che troppo poco, o meglio: per niente, abbiamo potuto ascoltare e praticare, ovvero la parola unità.

Letto 743 volte
Vota questo articolo

Autori