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*la Sinistra del XXI secolo*

Alessandro Tedde

Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Ieri sera ho incontrato un compagno di Sinistra XXI di Sassari. Abbiamo discusso di politica, di sinistra e della incapacità comunicativa della stessa. Mi sembra l'occasione buona per proporre alcune considerazioni sulla necessità di un polo mediatico della sinistra.


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Le mie perplessità sul percorso sardo de "L'Altra Europa con Tsipras".

1)Ambiguità del regionale di SEL.

SEL Sardegna non ha ancora chiarito la propria posizione: è' interna o esterna a questo percorso?

A livello nazionale SEL è, a pieno diritto, uno dei soggetti promotori e i suoi referenti sardi, non essendo usciti dal partito, dovrebbero avallare il percorso locale de L'Altra Europa. Tuttavia, già la prima assemblea regionale non ha visto la partecipazione della segreteria regionale, né dei consiglieri regionali, in quanto non ne riconoscevano la legittimità. Dai nomi del nominato coordinamento, pare che permanga la situazione di "stallo".

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Anni di difficoltà (per non dire inesistenza) della sinistra hanno creato forti aspettative generali sul percorso seguito alla lista L'Altra Europa con Tsipras. Ritengo che questo percorso abbia le medesime potenzialità che nel 2006 aveva la Sezione italiana della sinistra europea e nel 2007-08 la Sinistra Arcobaleno.

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"Un'alfabetizzazione musicale di massa è l'unica rivoluzione che oggi può tenere assieme il nostro passato e il nostro futuro".

Così Paolo Fresu nell'editoriale di Left, uscito ieri insieme a L'Unità. La sua riflessione sulla musica nelle scuole è interessante e condivisibile. Non lo è la chiosa finale che ho riportato.

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Le elezioni comunali ed europee del 25 maggio lanciano un guanto di sfida alla sinistra di governo, che è anche una sfida per un governo di sinistra: rinnovamento ed innovazione da una parte contro il conservatorismo politico e l'autoconservazione dei ceti politici dall'altra.

Sotto il primo profilo, non è più possibile attendere per riaprire la prospettiva dell'alternativa sociale: a distanza di dieci anni dal "movimento dei movimenti", l'ultimo capace di mobilitazione su scala planetaria, bisogna saper trasformare lo slogan "un'altro mondo possibile" in realtà concreta.

Per questo è necessario, di fronte al continuo moderarsi delle posizioni della sinistra nostrana, costruire un nuovo modo di "essere sinistra di governo" ovvero che lotta per assumere le funzioni politico-amministrative necessarie per operare il cambiamento voluto.

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Il Partito Democratico e Forza Italia vogliono l'unità europea e la moneta unica, senza mettere in discussione le politiche di austerity degli ultimi decenni.

Dicono di voler mettere in discussione l'austerity, ma non hanno credibilità, dopo avere votato il "fiscal compact" che costringerà per i prossimi venti anni le politiche di bilancio dell'Italia, nonché dopo aver costituzionalizzato il pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, sotto pressione della Troika.

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Il porcellum incostituzionale.

La Corte Costituzionale ha con la sentenza n1/2014, dichiarato in via incidentale la incostituzionalità della legge n 270/2005 nella parte relativa al meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza perché non prevede una "ragionevole soglia minima" e quindi un'alterazione del sistema democratico.

Quanto alla parte della legge dichiarata incostituzionale (il Porcellum) relativa alla lista bloccata, il Giudice delle leggi ha affermato che "le disposizioni censurate, nello stabilire che il voto espresso dall'elettore, destinato a determinare per intero la composizione della Camera o del Senato, è un voto per la scelta della lista, escludono ogni facoltà dell'elettore di incidere sull'elezione dei propri rappresentanti, la quale dipende, oltre che, ovviamente, dal numero dei seggi ottenuti dalla lista di appartenenza, dall'ordine di presentazione dei candidati nella stessa, ordine di presentazione che è
sostanzialmente deciso dai partiti.

L'Italicum anticostituzionale.

Il Governo Renzi (in accordo con il centrodestra ) ha recentemente approvato un testo di legge che introduce per la coalizione una soglia del 37% che consentirebbe l'elezione del 55% dei parlamentari con il premio di maggioranza con un limite di rappresentanza fissato nella misura del 4,5% per i partiti della coalizione e dell'8% alla Camera per le forze politiche che si presentano autonomamente dalle coalizioni.

Inoltre , si prevedono collegi elettorali con mini liste bloccate scelte anch'esse dalle segreterie dei partiti.

A ciò si aggiunge che il Parlamento italiano (eletto con legge elettorale dichiarata incostituzionale) si appresta a varare sostanziali modifiche costituzionali (dopo aver costituzionalizzato l'obbligo del
pareggio di bilancio con la modifica dell'art.81 della Cost) superando il bicameralismo perfetto e rafforzando i poteri del Presidente del Consiglio.

Dalla padella alla brace: la soluzione renziana introduce, anche per via delle modifiche di rango costituzionale, un peggioramento del quadro generale attraverso cui si esprime il principio costituzionale della rappresentanza.

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Il mercato delle emissioni era la grande speranza degli economisti ambientali della fine del XX secolo per ridurre il livello di emissioni. 

Come funziona l'Emission Trading Scheme in piedi dal 2005 per opera della Commissione Europea.

La produzione di CO2 e quindi di inquinamento genera un'esternalità negativa, che non è altro che un modo sofisticato per chiamare le conseguenze (in questo caso appunto negative) di un'azione economica sul benessere di altri soggetti. Questa esternalità negativa genera a sua volta un costo sociale.

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