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*la Sinistra del XXI secolo*

Red.

Red.

Venerdì, 06 Luglio 2012 09:08

Sinistra XXI sbarca su Youtube

in Notizie

Come scritto nell'appello presente sulla pagina "Chi Siamo" e più volte ribadito in altri articoli, Sinistra XXI nasce anche con l'obbiettivo di formare quadri, dirigenti e militanti della Sinistra del Lavoro. Ampio spazio sarà dato dunque ai percorsi formativi e in particolare all'utilizzo delle nuove tecnologie e degli strumenti offerti dal web interattivo (il Web 2.0) per rendere il messaggio raggiungibile da fruitori diversi.

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Mercoledì, 20 Giugno 2012 11:58

Per un piano della formazione

La formazione politica-culturale, quale attività pedagogica e di ricerca, è una priorità della nostra agenda, poiché la sinistra ha un profondo ritardo sul versante della politica dei quadri. Si tratta di avviare un lavoro di lunga lena che contribuisca alla (ri)costruzione di un nuovo pensiero politico della Sinistra del XXI secolo. Essa dovrebbe essere intesa come attività di ricerca finalizzata alla ricostruzione di una nuova teoria e di una nuova prassi; come attività pedagogica nel senso di una pedagogia di massa in grado di costruire una comunità politica portatrice di una cultura alternativa diffusa, per superare il praticismo quotidiano di militanti ed amministratori.

E' necessario definire un piano formativo che sia frutto di una logica unitaria, condivisa e partecipata, sulla base di un costituendo anagrafe dei formatori, senza precluderci possibilità di collaborazione esterne. Proponiamo un percorso collettivo e condiviso strutturato su tempi lunghi, attraverso momenti di approfondimento che verteranno sulle questioni nodali del nostro tempo, individuati attraverso strumenti come i questionari che rilevino scientificamente il fabbisogno formativo. Accanto a seminari e convegni, prevediamo momenti formativi che favoriscano la socializzazione e la condivisione delle esperienze (political forums e summer schools o altri momenti di formazione residenziale). 

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Dopo la chiusura del blog di Sinistra21.it, ripubblichiamo questo articolo tratto dal blog di Manuel Santoro del Direttivo Nazionale della Lega dei Socialisti - PSI che riprende uno studio internazionale in cui si dimostra la possibilità della semplificazione dei debiti sovrani europei a causa della loro interconnettività. Il modello è sempre quello per cui "Se A deve a B che deve a C che deve ad A", sostanzialmente nessuno deve niente a nessuno (in caso di parità del debito) o comunque solo alcuni devono in misura minore. Si aggiunga che lo studio non tiene conto dei debiti non detenuti dalle banche, ma direttamente dai privati (che dovrebbero costituire una quota minoritaria). Tuttavia rappresenta una buona traccia per lo studio di un'alternativa alla gestione schizofrenica del problema dei debiti sovrani, senza dover cedere ad ipotesi inutilmente radicali che non tengono conto delle ripercussioni sull'economia reale (siano esse liberiste o no).

Sulla interconnettività dei debiti sovrani europei e sulla loro semplificazione.

 

Il problema del debito sovrano all’interno dell’Euro zona è certamente sistemico. Per quanto necessario possa essere ripagare gran parte del debito pubblico, affinché esso porti ad un abbassamento dei tassi di interessi sul capitale, è fondamentale capirne la struttura e le varie ramificazioni internazionali.
Il primo passo consiste nel chiarire l’ammontare di debito interconnesso tra Paesi. Iniziamo a verificare la situazione tra Paesi quali Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Germania. Il grafico 1 (Datas from BIS Locational banking Statistics & IMF World Economic Outlook Database, October 2010 – ESCP Europe Business School) fotografa la situazione, in miliardi di Euro:

Debito Europeo - prima

http://rapidtory.com/Cim

Tenendo conto dei dati prelevati, l’Italia dovrebbe 270 miliardi di Euro alla Francia, quasi 112 miliardi alla Germania e quasi 46 miliardi alla Gran Bretania. Dal grafico si evince, senza dubbio, l’enorme complessità ed interconnettività dei debiti sovrani all’interno della zona Euro e ci si rende conto, analizzando i grafici successivi, come alcuni Paesi siano meno “scaricabili” di altri per quanto riguarda possibili default sul debito. Il grafico 2 rende l’idea più chiara anche se la valuta è il dollaro, ed i dati considerati sono di periodi diversi (Bank for International Settlements – maggio 2010):

Debito Europeo

*http://www.nytimes.com/interactive/2010/05/02/weekinreview/02marsh.html

E’ interessante la situazione della Grecia la quale è oggi potenzialmente “scaricabile”, così come il Portogallo in futuro, in quanto le banche europee hanno già avuto tempo e modo di coprirsi sul possibile default. I grafici che seguono (dati del Bank for International Settlements, IMF, World Bank, UN Population Division – 2010) rendono l’idea di come la Grecia ed il Portogallo abbiano avuto (dati 2010) un livello di debito verso creditori esteri, suppur considerevole per le potenzialità greche di ripagarlo, molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei come l’ Italia e l’ Irlanda:

Debito Grecia

Debito Portogallo

Debito Irlanda

Debito Italia

http://www.bbc.co.uk/news/business-15748696

La Grecia, quindi, deve (o meglio, doveva) alla Francia 41,4 miliardi di Euro ed alla Germania 15,9 miliardi. Il Portogallo è debitore verso la Francia per 19,1 miliardi mentre deve alla Germania 26,6 miliardi. L’Irlanda, invece, deve alla Francia 23,8 miliardi di Euro ed alla Germania la notevole somma di 104,5 miliardi di Euro. L’Italia, infine, è la vera bomba europea in quanto dovrebbe alla Francia ben 309 miliardi di Euro ed alla Francia 120 miliardi di Euro.

E’ evidente, allora, come il tema Italia (e aggiungerei Irlanda) pone un problema serio alla tenuta dell’Euro in quanto minaccia gravemente il sistema bancario internazionale. Chi ha poco debito verso il sistema bancario estero (Grecia e Portogallo) ma, essendo in difficoltà, non ha le capacità di crescita adeguate per ripagarlo, è scaricabile dal “sistema Euro” perché non più una minaccia una volta trovate le risorse adeguate per la copertura bancaria sul default. Chi, invece, ha tanto debito (Italia in primis) non è affatto scaricabile. Causerebbe la disintegrazione della moneta unica in quanto non sarebbe possibile per il sistema bancario europeo assorbirne le ingenti perdite, neanche a valle di creazione di nuova moneta da parte della BCE.

Nel maggio 2011, ESCP Europe Business School portò avanti una serie di simulazioni tenendo conto dei dati del BIS Locational banking Statistics & IMF World Economic Outlook Database, October 2010, con l’intento di semplificare l’interconnettività dei debiti sovrani della zona Euro, cancellando una parte o la totalità dei debiti che gli Stati avevano tra loro. Il primo grafico in questo articolo mostra la situazione al 2010-11.

L’idea è: se lo Stato A deve allo Stato B €0.34 (in miliardi) di debito di breve periodo, e lo Stato B deve allo Stato A €0.17 (in miliardi), possiamo cancellare il debito dello Stato B e lasciare lo Stato A con un debito ridotto di €0.17 (in miliardi). Ovviamente tutto ciò si complica se consideriamo altri Stati i cui debiti sono interconnessi, la diversificazione dei debiti, i tassi, ecc.

Tenendo conto di tutto questo, i risultati della simulazione furono sintetizzati nel seguente grafico e mostrano una riduzione dei debiti sovrani enorme. In alcuni casi la totale cancellazione dei debiti di alcuni Paesi verso altri. Risultati che renderebbero meno pesante la vita dei cittadini europei nel ripagare i debiti e gli interessi connessi, ma che renderebbero molto infelici le banche, le quali vedrebbero privarsi degli enormi profitti proprio sugli interessi:

Debito Europeo - dopo

http://www.eudebtwriteoff.com/

Manuel Santoro
Partito Socialista Italiano

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La preprazione politico-intellettuale dei compagni (soprattutto giovani) ha una importanza strategica. Abbiamo tutti, infatti, a sinistra, un deficit nella formazione politica e culturare dei quadri e dei militanti, dovuta all'abbandono della pratica delle scuole di formazione, nonché alla perdita del ruolo formativo delle classiche organizzazioni giovanili di partito, anche a causa della ridotta integrazione dei giovani negli organismi dirigenti di partito.

Un'adeguata formazione politica nella sinistra eviterebbe la riproduzione delle burocrazie che proliferano a discapito della condivisione con la base militante. La formazione intreccia,dunque, anche il tema del rinnovo della classe dirigente della Sinistra (e con essa di quella del Paese). 

E' importante che la scuola conduca un tentativo avanzato di connettere le strutture di partito con quelle di movimento, intellettuali e società civile su un programma di alternativa anticapitalistica, alternando dibattiti, lezioni seminariali e aggregazione.

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Domenica, 17 Giugno 2012 01:25

Finanzia un corso di formazione politica

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Sabato, 16 Giugno 2012 18:49

Corsi e scuole di formazione politica

L'associazione organizza corsi e scuole di formazione politica su richiesta, secondo varie modalità (territoriale o a distanza), con materiali scritti o multimediali. Le tematiche, che possono essere concordate in anticipo, possono variare da questioni più politiche a questioni più tecniche.

Seguono i costi orientativi.

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Venerdì, 15 Giugno 2012 12:53

L'Iran e la sinistra: facciamo chiarezza.

in Notizie

L’Iran sarà la prossima polveriera mediorientale? Da Washington giungono ogni settimana echi di guerra contro il regime iraniano di Ahmadinejad, accusato di essere un tiranno e di portare avanti sperimentazioni sul nucleare non strettamente per uso civile.

Premesso che mi sento di ribadire con forza la contrarietà ad ogni guerra, nonché ad ogni azione di governi stranieri che minacci l’autodeterminazione di un popolo, ritengo sia opportuno iniziare a fare chiarezza su cosa sia l’Iran e quale debba essere la posizione di una sinistra socialista, comunista e marxista in merito al regime di Ahmadinejad, su cui è chiara la confusione di tanta parte della sinistra italiana.

Per fare questo è opportuno, intanto, conoscere la composizione della sinistra iraniana e le sue posizioni sul regime di Teheran. Leggendo, vi renderete conto che nessuno dei partiti citati sostiene in minima parte il regime, che ha bandito le organizzazioni socialiste, e che da parte di questi partiti c’è una richiesta alla sinistra occidentale e latinoamericana di non sostenere in nessun modo Ahmadi-nejad. Per iniziare questa analisi, ci viene in aiuto un articolo, non recentissimo, ma ancora valido dal blog di Franco Ferrari, compagno internazionalista.

A tutti voi una buona lettura.

Alessandro Tedde - Sinistra XXI

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