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*la Sinistra del XXI secolo*

Red.

Red.

Siamo donne e uomini pronti ad accogliere la sfida dell’unità della sinistra e dell’impegno perché Berlusconi e la Lega siano definitivamente consegnati al passato del nostro Paese ed il rigorismo dei tecnici ed i sacrifici a senso unico non rappresentino il suo futuro.

Riteniamo che la candidatura di Nichi Vendola alle primarie del centrosinistra, malgrado i limiti di questo strumento troppo sbilanciato sulle persone piuttosto che sui contenuti, possa però diventare una grande occasione per voltare pagina, per costruire una coalizione ed un programma che puntino ad un nuovo modello di sviluppo: sostenibile ed incentrato sul lavoro e sui diritti.

Non siamo iscritti di SEL, tra di noi ci sono quadri e militanti di altri partiti e donne e uomini di sinistra senza tessere di partito, ma scorgiamo nella candidatura di Vendola una possibilità per avanzare idee e proposte di sinistra che portino il nostro Paese fuori dalla crisi economica, sociale e politica che sta vivendo.

Il ciclone neoliberista e l’evoluzione del sistema produttivo hanno modificato le vite dei lavoratori e li hanno cancellati dall’agenda della politica. Dobbiamo invece batterci perché ritornino protagonisti delle vicende della nostra Repubblica, che non può essere democratica se non è fondata sul lavoro.

Crediamo che un impegno comune nel sostenere Vendola alle primarie possa sfociare nella costruzione di uno spazio unitario della sinistra, che superi le appartenenze di origine e valorizzi le differenti storie di ognuno, che guardi al cambiamento futuro anziché alle divisioni del passato.

E’ per questo che dalle fabbriche, dai luoghi delle vertenze e delle crisi occupazionali, dall’universo precario e dei nuovi lavori, dal mondo del pubblico impiego sotto attacco, dalle scuole e dalle università lanciamo la sfida dei Comitati con Vendola per il Lavoro.

Aderisci su https://www.facebook.com/events/198801466922451/

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Lunedì, 29 Ottobre 2012 14:12

Novità su comunicazioni.

in Notizie

Abbiamo risolto alcuni problemi in merito alla segnalazione degli articoli che avevano causato ritardi e smarrimenti di alcuni contributi.

Comunichiamo nuovamente gli indirizzi corretti:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - per richiedere informazioni sul progetto Sinistra XXI

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - per il solo invio di articoli, analisi e contributi.


Ci scusiamo per i disguidi pregressi e auguriamo a tutti buona lettura (e buona scrittura)!

Grazie dell'attenzione,

redazione sinistra21.it

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Domenica, 30 Settembre 2012 13:24

Sinistra XXI compie un anno.

in Notizie

Sinistra XXI compie il suo primo anno: un traguardo importante per un progetto nato dall'entusiamo di due giovani militanti di sinistra.

In questo anno diverse novità hanno riguardato sia il progetto del think tank Sinistra XXI che quello del sito di supporto www.sinistra21.it. In particolare:

  1. dopo l'attacco hacker subito e vista anche la buona risposta avuta dai lettori, abbiamo convertito il blog in un sito che permette l'interazione con gli utenti (registrazione, scrittura, dibattito sul forum);
  2. i comitati promotore ed editoriale si sono allargati, consentendoci di definire alcuni primi riferimenti locali di compagne e compagni di viaggio a disposizione del progetto nei luoghi in cui vivono;
  3. abbiamo costruito i presupposti per ampliare la nostra presenza online, aprendo la pagina e il gruppo Facebook, l'account twitter e il canale su youtube.

Anche grazie a queste piccole cose il primo anno di vita di Sinistra XXI ci consentte di presentarvi un programma per il secondo anno più compiuto e completo, ma anche più complesso.

Il think tank Sinistra XXI

Il progetto nasce basandosi sulla formula del Think Tank che in Italia non è nuova nella politica, ma lo è quasi del tutto nell'ambito della sinistra di classe, che ha sempre visto con sfavore questo modo "americano" di organizzare l'elaborazione teorica. Nel Chi Siamo aggiornato potete leggere i motivi che ci distinguono da questa visione e dalle critiche collegate, dovute secondo noi anche alla collocazione stratefica assunta dalla sinistra di classe negli ultimi anni: una fase di resistenza, più o meno attiva, di pensiero controcorrente ma non definitorio, di supporter delle minoranze - e talvolta di qualche lobby - in sostituzione della rappresentanza generale e del rapporto osmotico con la classe, la soverchiante attenzione alle battaglie di nicchia senza includerle in una battaglia generale e nell'incapacità di collegarle con le dinamiche che attraversano gli strati popolari. E' in quest'ottica che la sinistra sta costruendo la sua deriva minoritaria e settaria, anziché il suo rinnovato slancio popolare e di massa.

Detto questo, il progetto di Sinistra XXI ci sembra avere sempre più utilità e serve perciò enuclearne i presupposti su cui basare l'iniziativa prossima:

  • Sinistra XXI assume la connotazione di una "rete transpartitica". Non si chiedere l'adesione ad un segmento politico, ma ad una concezione (critica) dell'esistente;
  • Sinistra XXI assume come fondante il canone della gestione collegiale, in netta contrapposizione con le pratiche leaderistiche. Caliamo l'idea della gestione collegiale all'interno dei singoli livelli strutturali, poiché pensiamo che la crisi della rappresentanza non si risolva con una rappresentanza meno strutturata, ma anzi con una maggiormente definita e regolamenta e dunque maggiormente controllabile strutturazione;
  • per questo motivo, e per rispondere anche ai canoni dell'organizzazione nel nostro ordinamento, operiamo per trasformare Sinistra XXI in un ente giuridico, in particolare in un Associazione di Promozione Sociale, forma giuridica che riteniamo maggiormente utile al progetto;
  • dalla trasformazione da consorzio digitale ad associazione di individui, pensiamo utile rafforzare la presenza sul territorio, nelle iniziative e nella costruzione di riferimenti e gruppi locali. Sulle iniziative abbiamo già iniziato a farlo, come ad esempio dimostra la partecipazione al Forum Socialista di Volpedo. Sui gruppi locali lo faremo a partire da quest'anno.

Questi intendimenti si trasformano nelle seguenti attività:

  1. un tour di presentazione nelle città, autofinanziato, per portare a conoscenza nel mondo reale dell'esperienza che ha avuto tali buoni riscontri in quello digitale;
  2. la registrazione dello Statuto che nella sua definizione è ancora aperto alle modifiche di chi voglia contribuirvi;
  3. un piano di autofinanziamento per cercare di mantenere il nostro carattere di transpartiticità ed aumentare qualità e quantità dell'iniziativa.

 

 

 

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L’obbiettivo generale dell’iniziativa è di mettere al centro della stagione politica e sociale che apre un semestre decisivo per le sorti del nostro Paese la questione del lavoro, dei suoi diritti e della sua rappresentanza, in continuità con la discussione aperta dalla Fiom a Roma il 9 giugno. Inoltre quello di fornire a quanti hanno assunto in questi mesi una posizione apertamente critica e di opposizione nei confronti delle politiche del governo Monti – a cominciare dal vulnus 
inferto all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, dalla vergogna della revisione dell’art. 81 della Costituzione, del devastante fiscal compact e dalla riforma Fornero – un’occasione di incontro e di confronto in vista della scadenza elettorale. 
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Martedì, 11 Settembre 2012 11:04

X Forum Sbilanciamoci: documento finale.

in Notizie
Pubblichiamo il documento finale del X Forum Sbilanciamoci che dà alcuni spunti (molti dei quali condivisibili) per il rilancio dell'economia italiana. Buona lettura!

L’impresa di un’economia diversa

10/09/2012 da sbilanciamoci.info

Pubblichiamo il documento finale decimo forum di Sbilanciamoci! tenuto a Capodarco di Fermo 7-9 settembre 2012 e il link ai video degli interventi

La crisi italiana si fa più grave, la recessione è estesa in tutta Europa, la disoccupazione supera il 10% e colpisce un terzo dei giovani. È questo il risultato di cinque anni di crisi e delle politiche di austerità imposte dalla finanza e dall’Europa. Il governo Monti le sta realizzando in Italia all’insegna di un neoliberismo ideologico che non risolve i problemi, aggrava la crisi, minaccia la democrazia. È necessario un cambio di rotta.

Dalle iniziative di questi mesi e dalle discussioni alla “contro-Cernobbio” di Sbilanciamoci di Capodarco sono emerse sette proposte:

1. L’Europa. È essenziale che l’Europa fermi la speculazione e ridimensioni la finanza, vietando le operazioni ad alto rischio, tassando le transazioni finanziarie; il problema del debito si può affrontare con la Banca Centrale Europea che assuma il ruolo di prestatore di ultima istanza e introducendo gli eurobond; lo scudo anti-spread introdotto di recente non risolve i problemi ed espone i paesi fragili al ricatto di un Memorandum che renderebbe permanenti le politiche di austerità; per le stesse ragioni va rifiutato il “Fiscal compact” che impone pareggio di bilancio e taglio del debito. L’Europa deve ritrovare la strada della democrazia.

2. La crisi e il lavoro. Per uscire dalla recessione è necessaria una ripresa della domanda con un maggior ruolo della spesa pubblica, da utilizzare per affrontare l’emergenza occupazione. Dobbiamo difendere i lavoratori che rischiano di perdere il posto nelle 161 crisi industriali del paese. E si possono creare 500 mila nuovi posti di lavoro attraverso investimenti sociali e migliaia di “piccole opere” di cui il paese ha bisogno: infrastrutture di base, messa in sicurezza delle scuole, riassetto idrogeologico, tutela del territorio, mobilità ed energia sostenibile, welfare e salute, istruzione e ricerca. Sono necessarie politiche che tutelino i diritti del lavoro e combattano la precarietà. La legge Fornero va rifiutata.

3. La protezione sociale. Chi è colpito dalla crisi e dalla precarietà, chi è senza lavoro deve disporre di una rete di protezione sociale e tutela del reddito, dall’estensione degli ammortizzatori sociali per i lavori atipici, fino all’introduzione del reddito di cittadinanza. Bisogna difendere la spesa sociale dalle riduzioni dei trasferimenti agli enti locali, ristabilendo i fondi per le politiche sociali; bisogna difendere i diritti dei migranti e chiudere i CIE.

4. Giovani, formazione, conoscenza. Abbiamo bisogno di un “piano giovani” che progetti il futuro di questo paese. L’accesso e la diffusione della conoscenza sono la base per offrire ai giovani nuove possibilità di lavori di qualità. Per l’istruzione e la conoscenza serve un miliardo di euro per migliorare la scuola pubblica – tagliando i 700 milioni di sussidi alle scuole private – assicurare l'obbligo formativo, finanziare università e ricerca, estendere le borse di studio per gli studenti universitari, bloccando gli aumenti delle tasse d’iscrizione e le barriere poste dal numero chiuso nell’accesso all’università.

5. Cambiare produzioni. Il vecchio modello di sviluppo non può più funzionare, lo dimostra il tramonto della Fiat e i problemi dell’Ilva. Serve una politica industriale che orienti le scelte pubbliche e private su che cosa e come produrre, riservando incentivi e riduzioni del cuneo fiscale alle imprese che investono e creano occupazione in produzioni di qualità, con nuovi prodotti e servizi, sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. Va sostenuto l’impegno per la produzione e l’accesso ai beni comuni, il ruolo dell’economia solidale e di relazioni sociali fondate su sobrietà e solidarietà.

6. Tagliare la spesa militare. All’interno della spesa pubblica i tagli vanno fatti sulla spesa militare, non quella sociale: si possono risparmiare 12 miliardi di euro cancellando il programma di acquisizione dei 90 cacciabombardieri F35 e riducendo di un terzo le Forze Armate.

7. Redistribuire il reddito. Nuove risorse per la spesa pubblica si devono trovare tassando la ricchezza finanziaria e immobiliare e riducendo le imposte sul lavoro. I patrimoni superiori al milione di euro vanno tassati con un’aliquota progressiva che parta dal 5 per 1000. Va innalzata al 23% l’imposizione fiscale sulle rendite e bisogna tassare i redditi superiori ai 200 mila euro con l'aliquota del 50%. Serve una lotta sistematica all'evasione fiscale. La legalità è un fondamento essenziale per ricostruire il paese: servono misure contro la corruzione e fermare l’espansione dell’economia criminale.

È questo il “cambio di rotta” che Sbilanciamoci! chiede alla politica e all’economia italiana. È in questo modo che si può uscire dal paradigma neoliberista e dalle politiche di austerità. È in questo modo che si può estendere la partecipazione politica e rinnovare la democrazia. È questa l’agenda che deve essere al centro della discussione politica nelle prossime elezioni italiane.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: www.sbilanciamoci.info

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Dal sito del consigliere comunale di Cagliari del PRC-FDS Enrico Lobina, pubblichiamo la bozza del programma per un'alternativa della sinistra elaborato dall'Ufficio apposito del Partito della Rifondazione Comunista. Vi invitiamo a direa la vostra sul forum: http://joomla.sinistra21.it/component/kunena/20-programma/8-150-proposte-del-prc-per-il-programma-di-sinistra?Itemid=0#

PREMESSA
Spesso abbiamo sentito (e anche a noi è capitato spesso di) dire che una forza politica ha bisogno di qualificare il suo
profilo a partire dalla proposta di pochi punti programmatici e sulla base di poche esemplari battaglie di assoluto rilievo sociale. Non a caso, per noi di Rifondazione Comunista (e non solo per noi) è ancora vivo il ricordo della campagna sulle 35 ore, che a suo tempo caratterizzò fortemente la percezione di massa del nostro partito.
Concentrarsi dunque su tre/quattro obiettivi di portata generale, adeguatamente selezionati e calibrati in vista di una loro concreta realizzabilità: si tratta di una giusta indicazione, essenziale per consolidare una proiezione esterna.
Un’indicazione che, tuttavia, non sostituisce o contraddice l’esigenza di avere una visione d’insieme capace di caratterizzare, in tutto il complesso degli ambiti tematici, la nostra identità politica: in definitiva, l’esigenza di un Programma compiuto e articolato. Non è tanto da intendersi la riproposizione di un impianto strategico e ideale, più consono ad un documento di rilievo congressuale, quanto piuttosto un Programma di fase, contenente le prescrizioni di una forza politica che si trovasse a governare qui ed ora avendo la forza del consenso e dei voti: uno strumento in grado di assicurare una cornice più generale ai singoli momenti dell’agire politico e dell’impegno sociale, che nel contesto dato sia legato non semplicemente a ciò che in tempi politici ravvicinati si può fare, ma sia dislocato sul registro di ciò che per noi andrebbe comunque fatto.
Evidentemente, un tale compito di chiarificazione programmatica non potrebbe esser partorito da una sola testa (né da un pool di teste) e del resto non mancano fonti importanti cui attingere, che già operano per un approfondimento programmatico (dalla Fiom a Sbilanciamoci, ma non solo). In definitiva, tale compito deve realizzarsi attraverso un serrato confronto tra tutti i protagonisti impegnati oggi a sinistra in un duro scontro sociale: forze partitiche, istituzionali, sociali, culturali, associative, di movimento. Insistiamo sul metodo della costruzione democratica e partecipata. Non si tratta di un’esigenza estrinseca e indipendente dal merito; una tale istanza partecipativa
costituisce anzi per noi il primo punto di un programma all’altezza di un’alternativa di sinistra. Non a caso, concepiamo l’esito di questo nostro iniziale sforzo come una “bozza”, suscettibile di acquisire una sua veste compiuta solo a valle di un confronto con quelli che riteniamo le nostre compagne e i nostri compagni di strada. Ad essi e al loro vaglio critico la consegniamo, nella convinzione che valga ancora la tradizionale formula: prima i contenuti, poi gli schieramenti.

BOZZA A CURA DELL’UFFICIO DI PROGRAMMA DEL PRC OFFERTA ALLA DISCUSSIONE DI TUTTE E TUTTI

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Venerdì, 06 Luglio 2012 09:08

Sinistra XXI sbarca su Youtube

in Notizie

Come scritto nell'appello presente sulla pagina "Chi Siamo" e più volte ribadito in altri articoli, Sinistra XXI nasce anche con l'obbiettivo di formare quadri, dirigenti e militanti della Sinistra del Lavoro. Ampio spazio sarà dato dunque ai percorsi formativi e in particolare all'utilizzo delle nuove tecnologie e degli strumenti offerti dal web interattivo (il Web 2.0) per rendere il messaggio raggiungibile da fruitori diversi.

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