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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Lavoro & Partecipazione

Sinistra Italiana: o è un partito lavorista o non è

Venerdì, 03 Marzo 2017 09:17 Scritto da 

La diatriba "reddito di cittadinanza contro lavoro di cittadinanza" è una delle grandi questioni che da anni attraversano il dibattito politico.

Matteo Renzi, interrogato sul reddito di cittadinanza, ha risposto affermando un fatto banale: la Costituzione non prevede il reddito di cittadinanza. Quindi ha asserito di essere a favore del lavoro di cittadinanza.

Da qui la risposta di alcuni dirigenti e militanti di Sinistra Italiana che lascia molto perplessi: giudicare addirittura "antistoriche" le posizioni del lavoro e del salario per tutti i cittadini significa fare l'errore grossolano di lasciare che Renzi si impadronisca del tema del lavoro di cittadinanza.

Sinistra Italiana, o si configura da subito come partito lavorista, per il quale l'art.1 della Costituzione diventi il perno del proprio programma e il lavoro venga inteso quale fattore di piena cittadinanza intesa come emancipazione politica e sociale, oppure semplicemente non è.

L'unica forma minimamente avvicinabile al reddito di cittadinanza che la Costituzione lascia intendere è quella ipotizzata dall'importante giurista e costituzionalista Costantino Mortati, capo delegazione della Democrazia Cristiana all'Assemblea Costituente, nella forma di un risarcimento per mancata applicazione del combinato disposto degli artt.3 e 4 della Carta che determina il nesso tra diritto-dovere al lavoro e cittadinanza repubblicana.

Non porsi l'obbiettivo della piena occupazione vuole dire non solo rinunciare ad una prospettiva socialista, ma accettare una visione moderata e minimalista della propria prospettiva politico-costituzionale.

Noi continueremo a lavorare affinché Sinistra Italiana possa essere baricentro propulsore di una coalizione lavorista, altrimenti temiamo che si condanni all'irrilevanza sociale e politica.

Antonino Martino, primo firmatario appello Lavoro&Partecipazione

Ultima modifica il Venerdì, 03 Marzo 2017 18:04

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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3 commenti

  • Gianni Perilli inviato da Gianni Perilli
    Sabato, 04 Marzo 2017 10:11

    Ciao Alessandro
    Grazie del link, che peraltro riporta una analisi della situazione pienamente condivisibile. E la cosa è ancor più grave se penso che si tratta di pensieri del "lontano" 2013.
    In ogni caso, torno a dire che Sinistra Italiana si riconosce pienamente in quella proposta, se è vero come è vero che Sinistra Italiana raccoglie gran parte delle proposte che furono avanzate da SEL a partire da giugno 2012. Già allora 6 mesi di lavoro e 250 iniziative sui territori portarono alla raccolta di oltre 60 mila firme, che furono consegnate nelle mani della Presidente della Camera Boldrini nell’aprile 2013.
    A quella seguirono altre mobilitazioni sul tema, fra tutte le più recenti "Miseria Ladra" della associazione Libera ma anche i "100 giorni per un Reddito di Dignità”. Ma anche Cosmopolitica fu luogo di confronto e proposta collettiva del nuovo soggetto politico. Ricordo un intervento in cui una relatrice dal palco centrale rilanciava come obiettivo prima di tutto “il diritto alla felicità” anche attraverso il diritto ad un reddito garantito come strumento di autonomia e di libertà, e sostenere la rivendicazione di un reddito garantito credo rappresenti un elemento di novità, indicando percorsi che la politica oggi colpevolmente ignora.

  • Alessandro Tedde inviato da Alessandro Tedde
    Venerdì, 03 Marzo 2017 23:11

    Ciao Gianni, penso che alla base del ragionamento di Antonino ci fosse una proposta che è sedimentata da anni in Sinistra XXI. Qui qualche info in più: http://sinistra21.it/index.php/associazione/centro-studi/170/reddito-garantito-e-salario-minimo-insieme-e-nel-nome-della-piena-occupazione

  • Gianni Perilli inviato da Gianni Perilli
    Venerdì, 03 Marzo 2017 19:06

    Io non ho letto queste dichiarazioni, Antonino. Anzi, devo dire che mi è sembrato assolutamente opportuno sottolineare quello che alcuni hanno sottolineato: da tempo non basta più il lavoro a dare dignità e permettere la piena realizzazione della persona se è vero come è vero che nello scorso ottobre l'ISTAT ha certificato che insieme a anziani, disoccupati e famiglie numerose anche i giovani e i lavoratori sono le categorie che sono riconosciute sotto la soglia di povertà in questo Paese.
    Ecco che trovo condivisibile la proposta che la nuova sinistra italiana diconsiderare quell'art.1 parte della propria proposta di governo, ma affiancare al concetto di lavoro il concetto di salario. E qui si va oltre la proposta di reddito minimo ma persone come Gianmarco De Petri di Coalizione Sociale (BO) ha più volte richiamato l'esperienza di Los Angeles dove è vigente una legge locale di una riga: è vietato lavorare per salari inferiori ai 12 dollari/ora. Una proposta semplice per una battaglia di civiltà.

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