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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Lavoro & Partecipazione

Sinistra Italiana, serve un segretario capace di fare sintesi

Martedì, 24 Gennaio 2017 09:22 Scritto da 
Nicola Fratoianni e Arturo Scotto Nicola Fratoianni e Arturo Scotto GettyImages

"La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati”.

Antonio Gramsci, Quaderni del Carcere (Q.3, p.311).

1. Scotto sfida Fratoianni - Gennaio 2017

Con un nuovo articolo su l'Huffington Post ed una ulteriore intervista su Repubblica, contro ogni iniziale aspettativa, sarà Arturo Scotto, e non Alfredo D'Attorre, il candidato che sfiderà Nicola Fratoianni per la segreteria nazionale della costituenda Sinistra Italiana.

In queste ore, infatti, verranno ufficializzate le due candidature per la guida di Sinistra Italiana: da una parte quella di Nicola Fratoianni, dall'altra quella di Arturo Scotto. Come "Lavoro e Partecipazione", riteniamo che serva una persona capace di fare sintesi. Che sia uno dei due candidati oppure un terzo che dovesse emergere, pensiamo che il nuovo segretario dovrà avere delle priorità precise.

1. Tenere unito il partito: se Sinistra Italiana vuole porsi come baricentro di una coalizione lavorista, serve che sia unita, pur nelle differenze, e non divisa, balcanizzata, frazionata in tifoserie e cordate.

2. Saper garantire la giusta agibilità politica a tutte le proposte politiche in campo (fino ad ora poche), ma soprattutto

3. costruire un modello di partitocapace di elaborazione programmatica, costruzione di alleanze politiche e soprattutto sociali conseguenti, capace di elaborare pratiche di mutualismo e di partecipazione diretta su tutto il territorio nazionale

4. contribuire a costruire un'identità precisa per Sinistra Italiana

un'identità che per noi non può che passare dall'attuazione integrale in senso socialista della Costituzione, ovvero dal socialismo costituzionale.

In questa fase, noi di Lavoro e Partecipazione non saremo tifosi, né semplici spettatori: prenderemo parola, valuteremo e soprattutto faremo proposte, ci impegneremo affinchè emerga una figura di sintesi di tutte le varie sensibilità presenti in Sinistra Italiana, punteremo a compiere una scelta consapevole sui temi, sui problemi veri che viviamo in quanto blocco sociale del lavoro.

Lasciamo volentieri ad altri il pregiudizio, la scelta in base alla bellezza o alla simpatia o, peggio, al rapporto con una determinata forza politica, quale che sia. Noi siamo altro, noi vogliamo una forte area lavorista, un'area partecipativa e che pretende di partecipare: la politica del "talent" non ci appartiene.

2. Il vecchio muore e il nuovo non può nascere - Febbraio 2017

Anche in Sinistra Italiana sembra vigere un revival degli anni '90.

Lo scontro per il segretario, che ha rischiato (e rischia ancora) di spaccare il partito, ripropone la contrapposizione tra esponenti dei due maggiori partiti della sinistra (PRC e DS) protagonisti, al cavallo del millennio, della lotta per l'egemonia sulle giovani generazioni progressiste: Nicola Fratoianni e Arturo Scotto.

Tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000, le rispettive segreterie nazionali, ingaggiano la lotta per l'egemonia sui giovani della sinistra.

Il primo, oggi dato in leggero vantaggio, è un classe '72 (va dunque per i 45 anni) che negli anni '90 militava nei Giovani comunisti di Rifondazione, dei quali diventò il coordinatore nazionale tra il 2002 e il 2004 nella stagione del movimentismo. Lo sfidante, invece, è un classe '78), enfant prodige della Sinistra Giovanile del PDS e dei DS già dal 1996, espressione della centralità del partito istituzionale (Scotto fu il più giovane parlamentare nella legislatura 2006 - 08).

Il congresso fondativo di Sinistra Italiana assume, così, il sapore di un revival, anzi di un regolamento dei conti a distanza di vent'anni tra eterni duellanti: si profila una spaccatura netta per un partito che dovrebbe nascere per unire attorno a sé la composita galassia della sinistra, assumendo un ruolo di baricentro propulsivo (come fu il Synaspimos per Syriza).

Perché questo ennesimo scontro tra quarantenni mi preoccupa molto?

Nei primi anni della mia militanza politica ho subito lo scontro tra il movimentismo dei GC e l'istituzionalismo della SG: nei primi anni 2000, infatti, iniziavo la mia militanzia nell'Unione degli Studenti, che, insieme l'Unione degli Universitari, erano i sindacati studenteschi vicini alla CGIL (di Sergio Cofferati e del responsabile politiche giovanili Andrea Ranieri, oggi entrambi in SI).

In controtendenza con la storia di divisione che riguardava la sinistra politica italiana, UDS e UDU, in quegli anni, costruivano una proposta di impegno politico-sociale, nel quale prima di tutto veniva sempre "l'unità dell'organizzazione", che consentì la crescita come militanti, quadri e dirigenti per molti di noi. Quell'esperienza si concluse anche a causa dell'errore compiuto da noi giovani millennials alla fine degli anni 2000, e cioè parteggiare per una delle due fazioni anzichè rivendicare la forza politica dell'unità della "grande UDS-UDU", che avrebbe potuto portare alla costruzione di una Rete Studentesca tra le più forti d'Europa.

Tuttavia, quasi meccanicamente (ma con grande dolore, spesso mantenuto privato), ci dividemmo proprio tra movimentisti (tra cui era il compagno Claudio Riccio, che guidò la scissione dall'UDU verso il Link-Coordinamento universitario) e istituzionalisti (tra cui il sottoscritto, che si ritrovò costretto alla scissione dall'UDS per approdare alla Rete degli Studenti Medi). Un errore che non si deve ripetere oggi.

Per un patto dei millennials

La nostra generazione assiste all'ennesima sfida tra i quarantenni per aggiudicarsi la guida di un partito che guidi il processo di ricomposizione del popolo di sinistra, probabilmente l'ultima chance prima del fallimento definitivo dei gruppi dirigenti che partecipartono al Governo Prodi e all'esperienza successiva della Sinistra Arcobaleno.

La generazione mia e di Claudio, che pure non rinnega di essere attraversata da grosse differenze nell'impostazione politica, ha comunque riempito entusiasticamente la sala di Cosmopolitica e non può rischiare che il ventennale scontro SG-GC porti alla frattura insanabile di Sinistra Italiana e alla cessione ad altri del ruolo di propulsore della sinistra.

In tutte le sinistre europee oggi vincenti, i leader sono giovani che hanno capito che fosse giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità: se a congresso lo scontro tra i quarantenni giungerà sul punto di sfasciare tutto, prima della battaglia sulla linea politica dovrà emergere quella per la difesa della esistenza della sinistra di alternativa in questo Paese. Dovremo dunque far saltare il tappo che da anni impedisce alle energie nuove di costruire la Sinistra che serve al Paese.

Nella cultura dei sindacati studenteschi c'era la ricerca del mutuo consenso piuttosto che della conta finale: ciò significa assunzione di responsabilità e gestione unitaria e collegiale del bene comune rappresentato dall'organizzazione.Non possiamo permetterci di ripetere gli errori del passato: ciò compromettere l'unità del partito ed il rapporto fiduciario che, giorno dopo giorno, con tenacia e pazienza, abbiamo iniziato a ricostruire con il nostro popolo.

Ultima modifica il Martedì, 27 Febbraio 2018 12:41

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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1 commento

  • Alessandro Tedde inviato da Alessandro Tedde
    Venerdì, 27 Gennaio 2017 17:57

    Condivido in pieno la necessità di cercare di mantenere il più possibile unita la comunità di compagne e di compagni che ha riposto grandi speranze nel processo di Sinistra Italiana e, inoltre, la necessità di cercare di non dare l'ennesima immagine di divisione all'esterno. Bisognerà capire se almeno uno dei due candidati sarà in grado di cogliere questa necessità e di fare qualche passo verso l'altro oppure se non si potrà che rivolgersi ad una terza opzione,

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