Accedi ai servizi con il tuo nome utente e password

Accedi - Registrati

*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Formazione

La Costituzione Commentata - Artt. 41 - 44

Giovedì, 15 Novembre 2012 09:32 Scritto da 

Provate ad immaginare l'importanza di questo articolo che, non a caso, avrebbero voluto abrogare. Se fosse stato rispettato ed applicato pienamente non avremmo avuto tutti i disastri ambientali (dal Vajont, all'amianto di Casale Monferrato e negli altri luoghi di produzione dell'Eternit, da Seveso al disastro ferroviario di Viareggio, alla Thissen Krupp, all'alluvione di Genova e delle Cinque Terre, Mestre, Bagnoli, Taranto...). Infatti, questo articolo sancisce che la libertà d'impresa "non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana". Nei casi citati - la parte più eclatante di tutti quelli accaduti - si sono commessi veri e propri crimini contro l'ambiente, i lavoratori e i cittadini.

art. 42. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

A differenza del precedente Statuto albertino, la proprietà non è affatto "Sacra ed intoccabile", ma: "è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti".
E' evidente lo scopo sociale della proprietà, tanto che lo stesso papa Luciani disse che la proprietà è bella e desiderabile in quanto crea tranquillità e sicurezza, ma quando eccede i bisogni delle singole persone diventa un furto. Pochi giorni dopo avere espresso questo giudizio, inopinatamente defunse.

art. 43. A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Un altro articolo di fondamentale importanza perché, tra privatizzazione e statalizzazione, prevede la terza via della socializzazione. Lo Stato può arrogare a sé il diritto di amministrare imprese e categorie di imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali, quali acqua, luce, telefoni, gas, trasporti, poste, scuole, sanità ecc., o aventi carattere di monopolio e di preminente interesse generale, oppure trasferirle salvo indennizzo, allo Stato stesso, ad enti pubblici, ad associazioni e comunità di lavoratori e di utenti.

art. 44. Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

Questo articolo elimina il latifondo e promuove le bonifiche e la messa a coltura dei terreni. Qualcosa effettivamente venne fatto con la Riforma Agraria e l'Ente Maremma. Tuttavia i criteri di assegnazione dei  terreni  (destinati alle clientele elettorali e non agli agricoltori veri e propri) non diedero che la minima parte dei risultati attesi, ovvero rendere il nostro Paese autosufficiente in fatto di produzione alimentare. Per cui, essendo stati un Paese preminentemente agricolo fino agli anni '60, non siamo mai stati messi in grado di produrre quanto sufficiente per sfamare tutti i cittadini e si è sempre dovuto ricorrere a massicce importazioni di derrate alimentari, sacrificando l'agricoltura e l'ambiente agli interessi delle industrie.

Ti è piaciuto l'articolo? Allora, condividilo con i tuoi amici!

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
Letto 846 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

I commenti lesivi della dignità altrui o che incitano a comportamenti violenti e/o illeciti saranno cancellati

Newsletter

Dove trovi i nostri scritti

Autori