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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Formazione

La Costituzione Commentata - Artt. 37-40

Mercoledì, 07 Novembre 2012 09:21 Scritto da 

Questo articolo sarebbe stato un ulteriore passo avanti nel percorso dell'emancipazione femminile,  partendo dal rispetto e dall'assolvimento del principio di eguaglianza sancito dall'art. 3, ma ancora oggi non ancora completamente attuato, tanto che si deve parlare ancora di quote rosa, quasi che siano una gentile concessione di noi "maschietti" e non un diritto acquisito una volta per tutte.
Ed a margine di questa battaglia, posso dire che tra le antesignane vanno annoverate anche due ragazze mie amiche, compagne di scuola di colei che anni dopo divenne mia moglie e compagna, che destarono scalpore e scandalo (tanto da finire sulla cronaca de Il Messaggero) per avere preteso, già alla fine degli anni '50 o all'inizio di quelli '60, quando di donne in divisa non vi erano neppure come ferroviere e/o tranviere, di poter partecipare al concorso per essere assunte come Vigile Urbano a Roma.

art. 38. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L'assistenza privata è libera.

Anche di questo articolo se ne è realizzato (e pure male) una minima parte dato che, a prescindere dal fatto che falsi invalidi - complici burocrati, politicanti e commissioni mediche corrotte - ricevono pensioni e sussidi per l'accompagnamento, ci sono poi i veri invalidi, inabili al lavoro, che dovrebbero sopravvivere  con pensioni (che è un eufemismo chiamare elemosine), che il più delle volte non arrivano a 300€ mensili, dopo anni ed anni di domande e ricorsi per vedersi riconosciuto questo diritto.

art. 39. L'organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Anche questo non è stato pienamente attuato in quanto, ferma restando la libertà di organizzazione, non si è poi proceduto alla loro registrazione, in modo che i sindacati -complici anche loro- sono rimasti in una sorta di limbo, non avendo il riconoscimento della personalità giuridica e questo  li pone in posizioni di debolezza ed allo stato anche di ricattabilità, come le ultime vicende Fiat e non solo, hanno chiaramente ed ampiamente dimostrato.

art. 40. Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.

Per arrivare alla legge sulla regolazione dello sciopero c'è voluto almeno un quarantennio e questo ha favorito sia la frammentazione che la ricomposizione delle corporazioni, in quanto si arrivava allo sciopero selvaggio non solo contro i padroni e gli amministratori che non applicavano  le regole o non rinnovavano i contratti, ma rivolti anche contro gli utenti dei servizi che ne subivano i disagi (si vedano "Aquila selvaggia" dei Piloti e personale di bordo degli aerei o dei ferrovieri che lasciavano a bivaccare per giorni e giorni, sulle banchine delle stazioni, famiglie intere che magari durante le ferie o le feste si spostavano per raggiungere il paese di provenienza o le località scelte per le ferie, o si approntavano per tornare a casa).

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2012 09:22

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