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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Formazione

La Costituzione Commentata - Artt.17 - 20

Lunedì, 01 Ottobre 2012 11:50 Scritto da 

art. 18. I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Questo articolo fa un po' il paio con il precedente, anche se in questo caso siamo al limite del consentito, come dimostra la vicenda delle "formazioni paramilitari" della Lega - se non si tratta di piena violazione eversiva - come del resto anticipato già nell'art. 12 .

art. 19. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Questo è il terzo di ben quattro articoli relativi ai rapporti tra Stato, cittadini e religioni. Al di là delle solenni affermazioni sulla libertà e l'eguaglianza di queste, il Cattolicesimo prevarica nei fatti le altre, godendo di privilegi quale può essere l'obbligatorietà - nei fatti - dell'esposizione del Crocefisso, cui si aggiungono esempio anche più gravi, che fanno sì che il Cattolicesimo sia, sostanzialmente, una religione "più uguale" delle altre.

art. 20. Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, o di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

Concludendo il capitolo "religioni", emerge con chiarezza che l'attuale Governo, come fu per i precedenti, ad onta di questo articolo, attraverso l'esenzione delle tasse e dell'IMU persino nai locali commerciali di proprietà ecclesiastica, commetta un arbitrio incostituzionale arbitrio. E' infatti chiara che l'affermazione: "Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, o di speciali gravami fiscali" non possa essere letta solo in senso negativo (non far gravare sulle religioni un maggiori carico fiscale), ma anche n senso positivo (non si possono sgravare con minori carichi, contraddicendo l'art. 3 che fissa l'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge (soprattutto spostando il relavito carico fiscale sulla totalità dei cittadini - credenti e non. NdR).

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Ottobre 2012 11:14

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