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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Tattica

Transpartitismo e baricentro In evidenza

Venerdì, 08 Dicembre 2017 18:55 Scritto da 

Transpartitismo a sinistra e politica del baricentro

"[I partiti tradizionali] non sono ormai per i militanti rivoluzionari altro che delle transitorie sedi di incontro".
A. Asor Rosa, Le ambiguità si chiariscono, "Classe Operaia", III/1, 1966, p.23

Unire non è sommare

La stagione delle "unità della sinistra" o "dei comunisti" non ha prodotto risultati di rilievo, se non qualche organizzazione unitaria senza caratteri popolari ovvero egemonici (Sinistra Italiana, PCI), tuttavia il valore dell'unità mantiene "un significato per gli operai [e] un significato più generale" (A. Gramsci), perché il principio non riguarda i gruppi dirigenti, bensì la ricomposizione del blocco sociale (e del blocco storico): l'unità è della classe lavoratrice e nella sua alleanza con le altre classi subalterne.

Falliscono i dirigenti, ma falliscono anche le basi: penso ai Socialcomunisti, una piattaforma unitaria dei gruppi Facebook socialisti e comunisti politicamente affini (un migliaio di compagni), che alla prima assemblea nazionale a Roma si ritrovarono in poche decine. Noi non riuscimmo a convincere i compagni a giungere all'assemblea nazionale mediante delle tappe territoriali, né a far sì che il Partito del Lavoro gli riconoscesse una propria autonomia per farli confluire nella Federazione della Sinistra. Il progetto fallì subito e molti tornarono alla loro vita privata, ridimensionando la propria militanza. L'esempio è sufficiente per capire che "unità" non è uno slogan efficace se mancano le condizioni (oggettive e soggettive) di ricostruzione di un blocco sociale e storico.

Connettere prima di unire

L'unità della sinistra sarà il prodotto di una condizione di unità sociale, che non si produce se le componenti del blocco sociale non vengono stimolate a compiere un salto di coscienza, vuoi dall'esterno (una crisi economica, una guerra), vuoi da condizioni interne (un'avanguardia politica).

Mentre non è possibile incidere sulle condizioni oggettive esterne, è possibile lavorare su quelle soggettive interne, offrendo alla critica costruttiva della classe un programma strategico di fase (il socialismo costituzionale) e agendo tatticamente perché i gruppi dirigenti della classe assumano quel programma.

Il transpartitismo nasce dalla presa di coscienza che serva un partito del lavoro - soggetto politico, come parte o come popolo, della trasformazione socialista - contrapposto al partito del capitale, per il quale i partiti elettorali rappresentano solo uno dei livelli tattici di unità strategica della classe e del blocco storico.

Tale piano può essere usato tatticamente ai fini dell'avanzamento strategico. Pertanto i compagni (singoli o in gruppi) che si riconoscono negli indirizzi strategici di Sinistra XXI possono portarli nelle organizzazioni (partiti, sindacati, associazioni di massa) in cui la loro rete di relazioni riesce ad esprimersi al meglio.

Costruire la retroguardia e conquistare la direzione del baricentro

Attualmente siamo necessariamente transpartitici: tante presunte avanguardie assumono di avere la Verità, noi ci consideriamo una avanguardia sui generis rispetto a loro, che si pone il problema concreto di costruire la retroguardia in Italia, che come tutte le società occidentali presenta una complessa trama di rapporti (non uno, ma mille e più Palazzi d'Inverno da conquistare) che impedisce a piccoli gruppi d'avanguardia di compiere una guerra di movimento che in breve tempo giunga alla vittoria finale (A. Gramsci, La rivoluzione contro il Capitale).

La conquista progressiva di nuove casematte è necessaria alla riuscita del processo di trasformazione rivoluzionaria della società: nell'attuale sistema democratico-parlamentare, acquisire una funzione direttiva nel partito che condiziona il gruppo parlamentare più a sinistra può assumere una sua importanza, a maggior ragione se il grosso dei militanti di sinistra lo vede come un polo di attrazione e di convergenza e se il grosso di coloro che almeno votano a sinistra vi converge, facendone il baricentro del complessivo fronte dei partiti elettorali della sinistra.

Essere unitari e transpartitici significa pungolare tutte le formazioni che non rappresentano attualmente quel baricentro e altresì di determinare la direzione della forza baricentrica: non sarà risolutiva per vincere la lotta complessiva, ma il suo controllo può aprire nuovi spazi e spiragli per l'avanzamento della nostra strategia.

Sono consapevole che militare in Sinistra XXI sia complesso e che obblighi ad un grande lavoro militante, senza poter delegare troppo del proprio destino.

Ma, come asseriva Gramsci, il miglior dirigente a cui delegare le decisioni sul proprio futuro è se stessi: anche in questo passaggio politico dei congressi della sinistra, rimane chiaro per noi che l'obiettivo non è eleggere dei dirigenti che rappresentino la classe, quanto portare la classe a dirigere se stessa. Cioè portare ciascuno di noi ad essere dirigente (leader) di se stesso.

Ogni casamatta conquistata è per noi un avanzamento strategico

Ultima modifica il Venerdì, 08 Dicembre 2017 18:55

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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2 commenti

  • Alessandro Tedde inviato da Alessandro Tedde
    Mercoledì, 01 Febbraio 2017 11:40

    Allora son contento di esserti stato d'aiuto. ;)

  • Orietta Basso inviato da Orietta Basso
    Mercoledì, 01 Febbraio 2017 09:37

    Wow!
    E non avevo mica capito!

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