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*la Sinistra del XXI secolo*

Lo Statuto dei lavoratori è ancora oggi il segno tangibile del RISCATTO del lavoro contro il RICATTO del lavoro. L'articolo 18 è stato il primo simbolo dell'unità operaia del terzo millennio, di tre milioni di lavoratori nella splendida piazza del 23 marzo 2002. Rischia di essere anche l'ultimo.

Abolire l'ARTICOLO 18 è il primo passo per smantellare ogni tutela dei lavoratori.

Una volta caduto l'art.18, ogni articolo dello Statuto dei Lavoratori, ogni norma di tutela del lavoro sarà spazzata dalla furia liberista. E' la tanto attesa “Innovazione” del Mercato del Lavoro: la libertà dei padroni di licenziare ed agire indisturbati contro i lavoratori.

La propaganda agita i numeri, ma il fatto che l'art.18 investa 3000 persone all'anno dimostra che abbia svolto effettivamente una funzione di tutela generale e di deterrente per i padroni.

Difendere lo STATUTO dei LAVORATORI. Estendere i DIRITTI.

Difendere oggi lo Statuto significa compiere il primo passo per la salvaguardia del lavoro a difesa dei continui attacchi del mondo della finanza e della speculazione, grandi protagonisti nei mercati internazionali ed italiani.

Dire no a questo disegno non significa chiudere al cambiamento: significa rimettere nelle mani dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e dei giovani il potere di decidere delle loro vite.

Non ci chiudiamo nell'isolata e sterile contrapposizione tra gli ultimi (disoccupati e precari) e penultimi (lavoratori ricattati e ricattabili): noi sappiamo ciò che serve alle genti del nostro Paese.

Ma quali Partiti e Governi della Nazione? Serve un POLO DEL LAVORO.

Alla retorica di governi e partiti della nazione noi ci opponiamo e riteniamo che il Lavoro debba ritornare ad essere un'opzione politica, una scelta di campo, un'alternativa di governo concreta. Serve un Governo che metta al centro il Lavoro che fonda la Repubblica e dunque la democrazia, l'emancipazione, la partecipazione ed il progresso della comunità in cui viviamo. Contro lo Status quo, contro lo stato di cose esistenti, serve un grande movimento di giovani, lavoratori, lavoratrici, pensionati, precari, disoccupati che mettano al centro il valore del Lavoro, come diritto individuale e come dovere collettivo per il progresso materiale e spiriturale della Repubblica.

Siamo il fronte del FUTURO.

Quando imperversa la tempesta, è l'unione di ogni granello di sabbia che fa da argine: pertanto chiamiamo alla mobilitazione politica e sociale, alla rivendicazione per l'estensione dello Statuto dei Lavoratori e per una scelta politica che guardi al Lavoro come inteso nella nostra Costituzione. Oggi non nasce il fronte del NO: nasce il fronte del FUTURO.

Per il RISCATTO del Lavoro.

Uniamoci in comitati spontanei in difesa del Lavoro, che costruiscano la partecipazione e la mobilitazione unitaria di tutte le realtà politiche, sindacali, associative e di lavoratrici e lavoratori sul territorio, che attraversino le mobilitazioni della CGIL, che rilancino l'azione di promozione della proposta politica, parlamentare e sociale.

La nostra iniziativa, autonoma e territorializzata, solidale e conflittuale, condivisa e formativa, sarà parte di un percorso di costruzione di una proposta politica che faccia emergere un punto di vista alternativo al liberismo sulla riforma del lavoro e che rilanci il Lavoro come soggetto progressista della trasformazione sociale.

Il liberismo ha i giorni contati. Il Ricatto del Lavoro pure.

Aderisci compilando il modulo qui sotto oppure inviando un'email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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