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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in sinistra21.it

Il nostro contributo per un polo mediatico della sinistra In evidenza

Mercoledì, 27 Agosto 2014 22:08 Scritto da 

"Continuiamo a credere che ci sia lo spazio, e la domanda, di un polo giornalistico-editoriale schierato dal lato dei movimenti, dei sindacati, delle ragioni dei lavoratori, della pace, dell'ambiente, del femminismo, che si presenti come uno spazio ampio e plurale, competente ed efficiente, in grado di parlare i nuovi linguaggi dell'informazione e di costruire un comune sentire pur rispettando le differenze." (ilmegafonoquotidiano.it)

In questi anni di costruzione di Sinistra XXI, abbiamo discusso più volte del problema del rapporto tra comunicazione e politica e siamo giunti anche a definire alcune proposizioni utili per proseguire il ragionamento:

  1. La politica viene prima. La comunicazione non può sottomettere il messaggio, perché la politica viene prima della comunicazione (sia logicamente che temporalmente).
  2. Non è solo una questione di netiquette. L'approccio scorretto alla comunicazione social può vanificare anche la più efficace delle strategie politiche. Tempo addietro il Partito Comunista presentò un decalogo di prescrizioni ai propri militanti sull'uso corretto dei social. Se le prescrizioni potevano essere in parte deprecabili, le premesse erano invece condivisibili. Social e corretta comunicazione non vanno molto d'accordo, infatti, e bisogna esserne coscienti se non svuole rischiare di trasmettere un messaggio inefficace o scorretto.
  3. Non esiste l'informazione indipendente. Ogni media dipende, in ultima analisi, da un editore che lo finanzia. Non esiste e non è mai esistito un media indipendente. E' dunque necessario capire che si tratta, anche sul piano mediatico, di una lotta tra posizioni diverse, tra parti opposte. Bisogna puntare, dunque, a costruire una informazione partigiana.
  4. Sfruttare l'avversario, svuotare l'avversario. E' estremamente drammatico che tutti i dirigenti della sinistra usino (peraltro male) i canali di comunicazione dell'avversario (di classe): blog sul fatto quotidiano, su huffington, espresso, ecc. Se l'utilizzo è fatto correttamente, in termini di battaglia delle idee, allora forse può essere anche accettabile che si apra un blog su questi siti. Tuttiavia, il dubbio è che se effettivamente tali blog fossero capaci di muovere i lettori del giornale verso le proprie idee (in contrasto con quelle dell'editore), probabilmente non sarebbero tollerati.
  5. L'uso pedagogico. In un incontro operaio di qualche anno fa, un dirigente di Rifondazione ricordava l'importanza di spingere affinché nella stampa di partito vi fossero contributi scritti da compagni "non professionisti della scrittura". Questo aveva un intento formativo del singolo (scrivere obbliga a riordinare le idee), ma anche di avvicinamento alla classe (io capisco chi mi parla e mi sento più orientato a condividere il suo approccio).

Questi sono alcuni spunti che sarebbe interessante sviluppare, in un momento in cui la sinistra (anche quella di governo) non ha più propri media, sebbene soprattutto il web pulluli di siti di informazione e di riflessione che parrebbero di sinistra. Pertanto, serve articolare una proposta che tenga conto della necessità della costruzione di un polo mediatico di classe (Editoria di sinistra, serve un nuovo progetto), costruito come una intersezione dialettica tra più media.

Danilo Zolo teorizza un nuovo "diritto all'autonomia cognitiva" nell'ambito dei processi che influenzano gli atti cognitivi e volitivi della persona:

la "capacità del soggetto di controllare, filtrare e interpretare razionalmente le comunicazioni che riceve" quale presupposto necessario di "un'opinione pubblica indipendente rispetto ai processi di autolegittimazione promossi dalle elites politiche al potere" (Zolo:2008, 42-43)

"Il ruolo crescente nella formazione delle opinioni diffuse svolto dai grandi media risulta caratterizzato da un'enorme asimmetria informativa [...] tra i soggetti emittenti che danno le notizie e i soggetti che le ricevono.

Sono i soggetti emittenti che selezionano, interpretano e in alcuni casi addirittura distorcono le notizie che vengono presentate con l'etichetta dell'oggettività, o almeno della neutralità, ad un insieme di soggetti [...] che fruisce passivamente di questa mole di notizie già preventivamente selezionate, interpretate e distorte ma che metabolizza come verità oggettive.

Se l'insieme dei fruitori delle notizie risulta privo di forme di aggregazione sociale in grado di organizzare forme di lettura, comprensione, discussione sui fatti, allora la fruizione diventa assunzione passiva in assenza di strumenti/filtro." (Gaddi:2008, 55-56)

"La miglior tradizione del movimento operaio si è sempre data strutture, oltre che di informazione (giornali di partito, bollettini, fogli informativi, ecc.), ma anche e soprattutto di autoeducazione, di apprendimento, di autonoma partecipazione, prefigurando persino la nascita di nuovi istituti del movimento operaio. [...] studi condotti da Gianni Bosio sulla democrazia di base intesa anche quale [...] più forte forma di collegamento [...] tra le strutture politico-partitiche e i soggetti sociali che queste pretendevano di rappresentare [...] studi pubblicati su Movimento operaio sulla storia del movimento operaio italiano nei quali si evidenziava che il movimento operaio aveva una cultura propria e, soprattutto, istituzioni sue proprie." (Gaddi:2008, 56)

2. La piattaforma libera di blogging partigiano: blog.sinistra21.it

Il contributo di Sinistra XXI avviene attraverso la piattaforma di blogging blog.sinistra21.it., aperta a tutti coloro che si registrino gratuitamente sul sito.

Recentemente abbiamo modificato la grafica, per darle anche una veste autonoma (i blog non impegnano Sinistra XXI, così come i deliberati di quest'ultima non impegnano i blogger), ma abbiamo anche inserito la possibilità di scrivere sul proprio blog usando l'email, al fine di venire incontro a quei compagni e quelle compagne che non hanno dimestichezza con l'uso delle piattaforme di blogging, ma che sanno usare l'email.

E' questo, per noi, l'inizio di quel progetto di syndication dei media di sinistra, cioè di loro unificazione in rete, che da anni portiamo avanti faticosamente. Cerchiamo di fare tutto questo con modalità diverse dai media dell'avversario di classe e cioè, ad esempio, non dando spazio solo al notabilato politico, ma a tutti coloro i quali, anche come semplici elettori o militanti, contribuiscono nel loro piccolo alla costruzione della sinistra del XXI secolo.

Il mio invito, a tutte e tutti, è di approfittare di questo spazio di libertà e di condivisione.


 Matteo Gaddi, "Spunti introduttivi sul paradigma partecipativo", in AA. VV., Nuovi paradigmi per l'alternativa socialista nel XXI secolo, Punto Rosso, Milano, 2008

Danilo Zolo, L'alito della libertà, Feltrinelli, 2008

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Gennaio 2018 17:57

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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