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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in La pagina dei Blog

È RINATA LA DC. Il suo Papa è Beppe Grillo.

Sabato, 06 Aprile 2013 00:55 Scritto da 

Ormai sette anni fa, in un articolo che ragionava sulla possibilità di un accordo tra il Movimento 5 Stelle e il centrosinistra (era il 13 Maggio 2012 e l'analisi seguiva i deludenti risultati delle elezioni amministrative) scrivevamo:

"A sinistra è evidente il ritardo di analisi sul fenomeno “anti-politica”: è la valanga di voti alle amministrative e non un ragionamento lucido a far emergere un atteggiamento dialogante con i 5 Stelle.

Da tempo riteniamo che si debba tenere conto di tale movimento e della spinta antiliberista che anima inconsciamente i suoi elettori senza dar loro una meta. Il corpo militante che progressivamente si rende autonomo da Grillo (non più leader ma “testimonial”) segna il passaggio dall'anti-politica che rifiuta alla politica che si confronta.

Sia chiaro: 5 stelle non è la nuova Lega, i grillini sono figli di un civismo radicale ed esasperato, che li porta anche a commettere errori enormi (come accreditare una lettura dogmatica della Costituzione che includa CasaPound nelle associazioni di promozione sociale, senza capire l'inopportunità politica dell'atto), ma sono la risposta che la pancia del Paese dà al neoliberismo, vista la ventennale assenza della sinistra dall'analisi della società e dall'azione di orientamento delle masse. [...]

Si noti che Grillo ha più volte attraversato il centrosinistra (candidandosi alle primarie PD, appoggiando Vendola alle regionali e De Magistris alle europee), mentre ha negato qualsiasi alleanza al centro e alla destra. Motivo per cui, ove il centrosinistra classico venisse meno, per coerenza e opportunità il ragionamento andrebbe aperto con entrambi, seppure nel rispetto della reciproca e sacrosanta autonomia".

Qualche mese dopo, il 24 dicembre, aggiungevamo a commento:

"La provocazione presente nell'articolo, che ai tempi poteva avere il senso di una proposta politica non necessariamente succube dei propri alleati o avversari, rischia di diventare oggi la peggiore delle profezie che si autoavverano. Una proposta politica che, se ritenevamo difficile da digerire quando mesi fa potevamo ancora esserne attori senza esserne succubi, oggi risulta pressoché indigeribile in una condizione in cui ciò che rimane della FDS [leggi: sinistra] si trova in uno stato di evidente subalternità a culture che non appartengono alla storia del movimento operaio".

Il 4 marzo 2013, poi, attaccavamo fortemente la deriva autoritaria di Grillo e al suo movimento:

"Il movimento 5 stelle è un partito (su questo eviterei di cadere nella retorica dello stesso Grillo sull'essere un “non-partito”) che - è chiaro dagli scritti e dai comportamenti dei suoi responsabili e attivisti - non possiede una teoria generale della società, dunque non detiene quelle caratteristiche minime che sono necessarie per governare uno Stato nazionale dentro un sistema economico e politico internazionale. [...]

Nella maggior parte delle discussioni con i suoi attivisti ed elettori, quasi sempre rintracciabili su internet e nei social network, di fronte a persone non convinte di un qualsivoglia aspetto del loro movimento, non producono risposte puntualmente dirette a rendere fallaci le obiezioni che vengono loro rivolte, ma a distruggere la figura e la credibilità dell'interlocutore. L'elettore 5 stelle utilizza puntualmente risposte come "non sai", "non conosci", "non hai capito".

La sua sicumera è pari a quella di chi ritiene di conoscere, da prima dell'inizio della discussione, gli studi e gli interessi del suo interlocutore - il più delle volte uno sconosciuto incrociato su Facebook - perché tende all'identificazione di se stesso nell'altro. Come "io non sapevo", "io non conoscevo", "io non capivo" prima di votare 5 stelle, così ora è il mio interlocutore non grillino a trovarsi in quella situazione. Questo è uno degli aspetti sociologici più interessanti da indagare, in quanto - ritengo - denota una modifica dei meccanismi cognitivi, della capacità di lettura del reale sociale e dell'influenza che hanno sulle persone i media che scoraggiano la conoscenza approfondita (tv, internet e i social network in particolare).

L'approccio dell'elettore grillino precedentemente descritto è semplificabile nell'assunto "le mie idee coincidono con la Verità". Questo è l'atteggiamento tipico dei fedeli fondamentalisti e/o integralisti di una religione rivelata (le quali richiedono di credere ai dogmi, che sono veri senza necessità di alcuna spiegazione razionale) o dei seguaci dei pensieri politici totalizzanti, i quali al momento della presa del potere trasformano le democrazie che governano in stati totalitari, facendo della loro "verità" l'unica verità. De facto è il processo che ha condotto alla formazione delle dittature del Novecento"

A riprova, l'indomani portavamo una testimonianza diretta da uno dei "fronti caldi" del movimento, quello No Tav, nel report fatto della riunione organizzativa della manifestazione nazionale del 23 marzo:

"Oggi però, come in tutta Italia, il movimento, il quale prima si caratterizzava con tratti tipici di un popolo deluso dalla sinistra, subisce un'evoluzione, andando a pescare anche e molto da destra ed assumendo molti tratti tipici dello squadrismo e del diciannovismo della più becera destra. Fra questi vi è il leaderismo dei due capi incontrastati, Grillo e Casaleggio, i quali stanno imponendo una struttura fortemente gerarchizzata al movimento [...] Questa è l'evoluzione più significativa da registrare, un'involuzione in senso intollerante ed insofferente per la democrazia partecipata, di cui tanto si riempiono la bocca gli esponenti Grillini, la quale rasenta appunto lo squadrismo, violenta nelle espressioni verbali, ma potenzialmente pericolosa anche a livello fisico. D'altronde lo si è visto anche a livello nazionale, ad esempio con la cacciata dei cameramen Rai e delle tv sgradite dalle piazze dello Tsunami Tour."

Tra il 2012 e il 2013, la direzione del Movimento si è assestata a destra e, pertanto, anche il nostro atteggiamento è cambiato, essendo prima improntato a un tentativo di dialogo programmatico e poi a una strenua opposizione. E' proprio tra le amministrative del 2012 e le politiche del 2012 che due studiosi dell'Istituto Cattaneo, Piergiorgio Corbetta e Elisabetta Gualmini, nel libro Il partito di Grillo, edito da Il Mulino, indagano l'evoluzione dei Cinque Stelle.

Per Gualmini le elezioni del 2012 "hanno rappresentato un punto di non ritorno per il Movimento", quando con il "videodiscorso del 30 ottobre 2012 [...] Beppe Grillo annuncia formalmente l'avvio della campagna elettorale per le politiche 2013 [dicendosi] "capo politico" di un movimento".

Nella fase iniziale, il MoVimento era "una forza politica che affonda le proprie origini nell'humus dei movimenti e dei partiti della sinistra libertaria e radicale [...] da cui sono nati ad esempio i partiti dei Verdi in Germania e in altri paesi europei. Si tratta di quella silent revolution caratterizzata dalla lotta per l'affermazione di valori trasversali, post-ideologici e post-materialisti come i diritti civili e di pari opportunità, la pace, lo sviluppo solidale e l'ecologia".  Secondo l'autrice, la vicinanza di Grillo all'area della sinistra è testimoniata, oltre che dalle esibizioni politiche alle feste dell'Unita degli anni '80 e '90, anche "dall'appoggio, seppure turandosi il naso, al governo Prodi del 2006 e dal tentativo di candidarsi alle primarie per la segreteria del Pd nel 2009".

Tuttavia, nelle amministrative 2012

"il M5s inizia ad attrarre consensi dagli elettori del centrodestra, anche a fronte dello sfacelo della Lega [...] e della frantumazione del Pdl e diviene un asso "pigliatutti", un movimento "che nasce in opposizione al sistema vigente dei partiti, di cui si denuncia l'inefficacia e il degrado secondo un arcinoto repertorio populista, e che poi finisce per essere esso stetto un partito, con i propri eletti nelle assemblee regionali e comunali [...] Un non partito che assume le vesti del partito [...] Che all'inizio raccoglie i transfughi della sinistra e che poi si sposta verso destra, collocandosi alla fine oltre qualsiasi rigida dicotomia tra sinistra e destra."

L'identikit dell'elettore tipo del M5s (al momento delle amministrative 2012) conferma da un lato la predominanza del centrosinistra (46,3%), ma dall'altro la crescita importante della componente di centrodestra (39%) cui si aggiunge il 14,2% proveniente dall'area del non voto. L'elettore tipo è prevalentemente maschio, tra i 35 e i 44 anni, diplomato e dipendente (in leggera prevalenza) del settore privato, distribuito su tutto il territorio. "Non ha una propensione a partecipare ad attività associative più elevata di quella degli elettori di altri partiti e non è un "escluso della società" (la componente del precariato risulta contenuta). Si distingue dagli altri partiti semmai per la lontananza dalla pratica e dal credo religioso e per la refrattarietà ad autocollocarsi sull'asse destra-sinistra."

L'autrice chiosa affermando che:

"I dati sui flussi elettorali [...] confermano l'ipotesi del mescolamento in atto tra sinistra e destra. Tra gli elettori che hanno votato il M5s nelle amministrative 2012, il 40% proviene dall'Idv e dalla Lega Nord, le due ali estreme da cui Grillo ha trascinato una consistente quota di elettori".

In conclusione si afferma poi che "in una fase di crisi e di profondo "disallineamento" tra i partiti e il loro elettorato [...] il tassto di "volatilità", cioè di cambiamento nel voto tra un'elezione e l'altra sta aumentando moltissimo, esattamente come nel 1994 [vi è] una quota consistente di elettori (oltre un terzo) mobile e disponibile a cambiare partito. L'intenzione di voto per Grillo è allora il segnale più evidente di "disallineamento" e di presa di distanza dal sistema dei partiti".

Questa era la situazione alla vigilia delle elezioni politiche di Febbraio, quando si è verificato un nuovo spostamento di blocco sociale che si è riconosciuto nel grillismo, esemplificato dai dati dello studio dell'Istituto Demos. Ilvo Diamanti ha commentato l'articolo per Repubblica scrivendo:

"Il M5S, invece, ha assunto una struttura sociale interclassista. Da partito di massa all'italiana. Come la Dc e il Pci della Prima Repubblica. Primo fra gli imprenditori e i lavoratori autonomi, fra gli operai (40%), ma anche fra i disoccupati (43%). Fra i "liberi professionisti" (31%) e fra gli studenti (29%) - dunque fra i giovani. In più, ha un impianto territoriale "nazionale". Distribuito in tutto il territorio. Ciò induce a usare prudenza nel considerare il voto delle recenti elezioni come un evento violento, ma transitorio. Che è possibile riassorbire con strategie tradizionali. Attraverso grandi alleanze, tra vecchi e nuovi soggetti. Oppure integrando nell'area di governo gli "ultimi arrivati". Non è così. Perché il retroterra stesso delle tradizionali forze politiche, dopo una lunga erosione, è franato. Le stesse fratture politiche che hanno improntato la Seconda - ma anche la Prima - Repubblica oggi non riescono più a "dividere" e ad "aggregare" gli elettori. Siamo entrati in un'altra Storia. I partiti "tradizionali", per affrontare la sfida del M5S, non possono inseguirlo sul suo terreno. Blandirlo. Sperare di integrarlo. Scommettere sulla sua dis-integrazione. Al Pd, per primo. Non basta rinnovarsi, ringiovanire. Il Pd. Deve cambiare".

La gestione della crisi del Governo Conte da parte del Partito democratico ci dimostra che, ancora oggi, ancora a sette anni di distanza, il partito attualmente guidato da Zingaretti non abbia ancora capito la portata della sfida che ha di fronte. E forse non la capirà mai.

Scritto il 6 aprile 2013, aggiornato il 25 agosto 2019

Ultima modifica il Domenica, 25 Agosto 2019 20:01

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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