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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Formazione

In memoria di un comunista perbene.

Lunedì, 31 Dicembre 2012 18:00 Scritto da  Antonino Di Maio

Egli nacque a Castelvetrano nel 1922 da una famiglia di umili origini e visse, suo malgrado l’avanzata dell’arroganza squadrista che, soprattutto in Sicilia, ben si collegava al feroce sfruttamento che agrari e latifondisti perpetravano nei confronti del ceto umile ed operaio. Nunzio Ebbreo conobbe, come molti in quel periodo, le miserie di un Regime totalitario e le ristrettezze economiche e a tal proposito soleva dire: “si poteva lasciar senza dubbio la porta di casa aperta perchè non vi era nulla da rubare, di grande vi era solo la povertà”. La sua avversione verso il totalitarismo fascista lo portò sin da subito ad aderire a posizioni di Sinistra e ad una netta ostilità nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche, di cui già allora denunciava la corruzione ed il ruolo apertamente filofascista.
Il periodo della II Guerra Mondiale fu da Lui vissuto in modo traumatico poiché come tanti altri suoi coetanei venne arruolato a forza nell’esercito italiano e combattè in Africa dove fu fatto prigioniero dagli inglesi. Una volta tornato in Italia, si iscrisse nel 1945 alla sezione locale del Partito socialista italiano in cui elaborò la sua concezione della Politica, intesa non come affarismo e gestione clientelare del potere, ma come strumento di civiltà e di promozione del benessere della collettività e questa visione era ben delineata nei suoi discorsi, fondati sul “Noi” anziché sull’ “Io”, sull’importanza della base e del Partito e non sugli interessi personali.
La sua capacità oratoria, insieme ad un carattere contrario ai compromessi e alle scorrettezze, gli valsero i riconoscimenti non solo di compagni ed amici ma anche di molti avversari politici e forte fu il suo impegno antimafia a livello locale. Egli ricoprì vari incarichi sia nel Partito (Assessore comunale alla cultura nel 1956 e dirigente locale) che nel mondo sindacale (delegato sindacale della CGIL al Congresso nazionale di Roma del 1960), organizzò le proteste contro gli agrari e a difesa dei braccianti (1950) e partecipò alla grande manifestazione a Trapani contro la legge-Truffa (1954), venendo ingiustamente arrestato e tradotto in carcere per 6 mesi a titolo di carcerazione preventiva.
Nella metà degli anni 60, partecipò, in qualità di militante locale, alla scissione dal Psi, militando prima nel Partito socialista di unità proletaria (Psiup) e poi in Democrazia proletaria (Dp), in cui continuò a promuovere una politica favorevole ai giovani e al rinnovamento delle istituzioni, mediante la promozione di lotte politiche dal basso, la ferma condanna di ogni violenza politica, e l’antifascismo militante.
Le sue coordinate politiche erano queste ma purtroppo, come spesso avveniva in quei tempi, gli avversari politici interni ed esterni, gli mossero un’accusa odiosa di stalinismo e di estremismo politico in quanto, è giusto ribadirlo, il suo era un carattere forte ed ostile ai compromessi della cattiva politica. Certamente, l’influsso dell’Urss era evidente nell’elaborazione politica e nella prassi di molti militanti ma bisogna dire che il clima da guerra fredda e le tensioni politiche di quel periodo contribuivano ad alimentare gli scontri ideologici all’interno del Paese.
Tutta la sua opera politica, di cui purtroppo non ci ha lasciato nulla di scritto e che oggi possiamo ricostruire grazie alle testimonianza di familiari e compagni che gli furono fino all’ultimo vicini, fu votata alla costruzione di un socialismo dal volto umano e volto alla promozione dell’uguaglianza, contro le ingiustizie ed il conservatorismo politico e ricordo che, durante una delle nostre interminabili discussioni a casa sua, a proposito del fallimento dell’Urss egli affermava, non senza sinceri rimpianti che “la storia del Socialismo reale è stata una esperienza gloriosa ma piena di errori e sicuramente io che un tempo ne fui estimatore, sarei stato accusato di sovversivismo per il mio carattere alieno da compromessi ed impiccato in Unione Sovietica”.
Negli anni 90, confluì nel Partito della Rifondazione Comunista dove continuò, nonostante i suoi problemi di salute, a rappresentare una valida guida nei confronti dei giovani mediante autentiche “lezioni” sul significato della Politica come bene comune, sulla distinzione tra il termine compagno ed amico, sulla lotta alla corruzione e al verticismo che di lì a poco avrebbe consumato il Partito. Negli ultimi anni della sua vita egli, ormai lontano dalla scena politica, decise nel 2007 di non rinnovare la sua tessera dopo 60 anni di ininterrotta attività politica ed affermò, senza lesinare critiche alla dirigenza politica locale e provinciale, che il ruolo di una nuova Sinistra doveva consistere nella “capacità di rinnovamento e nell’abilità di elaborare un programma politico dal basso senza chiudersi in assetti verticistici, pena la scomparsa delle forze progressiste”. Si è spento serenamente il 3 novembre 2007, da comunista perbene. Grazie Nunzio!

Ultima modifica il Martedì, 01 Gennaio 2013 02:52

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