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*la Sinistra del XXI secolo*

Molte compagne e compagni hanno creduto che il percorso avviato con l'assemblea del Teatro Brancaccio del 18 giugno avrebbe portato alla costituzione di una lista per le elezioni politiche di marzo 2018, che avrebbe consentito di riprendere lo sforzo referendario del 4 dicembre 2016.

Per questo motivo, in buona fede hanno sostenuto il progetto fino al momento di grave difficoltà del novembre 2017, che si è rivelato esiziale anche per l'obiettivo di unire le forze di sinistra del "fronte del No" in alternativa al Partito democratico, promotore della Legge Renzi-Boschi da cui è scaturito il referendum, di una legge elettorale incostituzionale (Rosatellum bis) e di altre iniziative deprecabili: eliminazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (L.300/1970); la riforma cd."Buona Scuola"; la legge Minniti-Orlando sull'immigrazione.

La Costituzione come programma di fase e fondamento unitario di una sinistra popolare, per l'attuazione democratico-progressiva della Carta secondo i suoi principi fondamentali, possono fornire un nuovo inizio.

Lavoro contro Capitale

Lunedì, 05 Dicembre 2016 07:00 Scritto da

Le alleanze che si formano prima delle elezioni, anche sotto forma di coalizioni plurali di centro-sinistra o di centro-destra, non hanno la capacità di rappresentare la frammentazione sociale presente nel Paese.

La semplificazione è piuttosto il prodotto storico del lavorìo di una serie di meccanismi antidemocratici finalizzati a produrre due poli politici interclassisti (dunque non socialmente omogenei), che hanno nascosto la persistente attualità del bipolarismo di classe, il Lavoro contro il Capitale.

L'esistenza di tale bipolarismo sociale, nucleo del più ampio pluralismo sociale, è riconoscita della Costituzione repubblicana che, di fronte ad uno storico partito delle élites sostenitrici del capitale, ha legittimato la strutturazione politica di un partito "lavorista" che, per il tramite della stessa Costituzione, porti tutti colori i quali sono soggetti al lavoro e, più in generale, gli oppressi a sostituirsi alle élites borghesi nel governo della Repubblica.

Il conflitto, che viene criminalizzato dalle odierne società complesse in piena crisi di governo e di rappresentanza, è centrale nelle costituzioni-programma democratico-sociali. Queste ultime, infatti, vivono di dinamicità e possono essere difese solo dinamicamente, cioè tendendo a potenziarle nel senso del raggiungimento di un nuovo stadio sociale (e costituzionale). Questo è, in effetti, il motivo per cui questo particolare tipo di costituzione è nato.

La Costituzione della Repubblica Italiana è una di questte costituzioni. Il suo fine attuativo è la realizzazione di una particolare forma di socialismo costituzionale fondato sulla democrazia economica che emerge dal combinato disposto degli artt. 1, 3, 41 e 46. Nell’accettazione della indissolubilità originaria tra costituzione e socialismo è possibile rinvenire i fondamenti di una lotta per una costituzione materiale che non contraddica quella formale.

La sinistra, onde non presentarsi come il fronte della conservazione e della difesa dello status quo, deve promuovere un’idea ricca e articolata di democrazia alla base di una progettualità riformatrice alternativa, riconnessa alle radici del costituzionalismo democratico-sociale, che approfondisca le direttrici socialiste della Costituzione, promuovendo processi decisionali ed istituti di autogoverno popolare e dei soggetti del lavoro.

Non si può ignorare che i Trattati europei, nella lor attuale formulazione, frappongano degli ostacoli che rendono inconciliabile il il modello sociale costituzionale e quello di Maastricht.

Dalla chiarezza su questo punto discende quella sulla portata dello scontro rispetto alla Europa reale da cui la sinistra non può rifuggire: una critica all'Unione secondo un percorso strategico che di rottura dell'UE ovvero di riforma radicale dei suoi Trattati

Pasqua e Pasquetta: la festa non si vende.

Anche in questa occasione sono tanti gli scioperi proclamati a livello territoriale dai sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil.

Gabrielli (Filcams): “L’eccesso di liberalizzazione prodotto dal 2011 non serve al mercato e ha prodotto un peggioramento delle condizioni di lavoro”.

Lanciamo una proposta al Parlamento perché elabori una legge in tal senso.

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I nodi locali sono le strutture di base della rete di Sinistra XXI. Negli allegati scaricabili di questo articolo sono presenti le indicazioni per costituire un comitato promotore e i moduli per le adesioni, individuali e collettive.

 

Inoltrata una proposta di relazione dal titolo "Classe, partito, stato: il fondamento marxiano di una moderna teoria costituzionale" (A. Tedde) al Convegno di Studi "Karl Marx a 200 anni dalla nascita" che si terrà a Ragusa dal 10 al 12 maggio 2018.

La relazione è parte integrante dello sviluppo della linea di ricerca sul tema del partito lavorista e popolare, inaugurata nel 2016 con il contributo "Un partito lavorista e popolare per un socialismo costituzionale e repubblicano".

Nell'ottica di condivisione del nostro Centro Studi, è possibile leggere in anteprima la bozza della relazione, che viene periodicamente modificata ed aggiornata con riferimento all'avanzamento degli studi e delle ricerche sul tema. Come tutte le nostre ricerche, anch'essa è indipendente ed autofinanziata, ma è possibile contribuire al suo avanzamento con una donazione e con l'organizzazione di seminari di presentazione e approfondimento.

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Attualmente non esiste un compendio scientifico che analizzi la crisi di impresa secondo una prospettiva labor-oriented, cioè secondo il punto di vista dei lavoratori coinvolti nella crisi.

Come Sinistra XXI, in un'ottica di ricerca-azione partecipativa e di conricerca sui luoghi di lavoro, sarebbe auspicabile affrontare la tematica, tanto sul piano teorico quanto su quello pratico. Ritengo che questo filone potrebbe consentirci un interessante intervento, non meramente solidaristico, all'interno dei luoghi di lavoro e specialmente del lavoro produttivo.

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