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*la Sinistra del XXI secolo*

Il Reis è una misura nazionale rivolta alle famiglie che vivono in stato di povertà assoluta.

Il voto contrario di Sinistra Italiana a questo provvedimento si rivela, dunque, un segnale profondamente sbagliato a questi 400 mila nuclei familiari beneficiari. Sappiamo bene anche noi che la norma sia certamente insufficiente (sul piano meramente economico, così come sul piano politico della cittadinanza dei poveri in questo Stato), ma, comunque, verrà inteso dagli strati popolari e dal sottoproletariato come un miglioramento, anche se di poco, della propria condizione di vita.

Aggiornamento del 11 marzo: come immaginavamo, il sito di Sinistra Italiana è corso ai ripari e ha cancellato il capoverso dell'articolo a cui facciamo riferimento. Pubblichiamo la stampa dell'originale come allegato del presente post. Al punto 2.1. le nostre considerazioni su questo fatto. Buona lettura

Dalla prima riunione della Direzione nazionale di Sinistra Italiana è emersa la netta necessità di costruire l'identità del nuovo partito, che, come diciamo da tempo, significa per noi un nucleo minimo di principi generali condivisi, di cui beneficerebbero non solo i militanti (rimasti scossi dalla nascita del Movimento dei democratici e progressisti), ma lo stesso gruppo dirigente nazionale.

Infatti, a causa dell'essere rimasto l'unico candidato al ruolo nel congresso di Rimini, Nicola Fratoianni si trova a dover gestire un compito oltremodo difficile: essere, suo malgrado, un uomo solo al comando. Una condizione, questa, in cui l'errore può essere dietro l'angolo, come è recentemente successo nella vicenda dell'unione del gruppo dei deputati di SI con quelli di Possibile.

Sgombriamo il campo dagli equivoci: ogni operazione di unità a sinistra è auspicabile, purché costruita nei dovuti modi giacché in politica "anche la forma è sostanza". E questo errore sulla forma dell'unificazione rischia di inficiarne l'importante sostanza: ecco perché.

Il 15 marzo 2017, presso il Circolo "Cultura e Società" di Torino, in via Vigone 52, si terrà l'assembla "Democrazia, sinistra e socialismo: quale sintesi è possibile?", promossa dalle sedi locali di Proposta Socialista, Sinistra XXI, Possibile, Movimento Democratici e Progressisti, Progetto Torino.

Elezioni amministrative: al solito, lascia sgomenti la differenza tra il dire ed il fare.

A mio giudizio, Sinistra Italiana ha sbagliato nello svolgere un congresso basato tutto (o quasi) sul tema delle alleanze, sullo slogan "alternativi al Pd" piuttosto che "al capitalismo".

La versione estesa e completa del mio intervento alla Direzione nazionale di Sinistra Italiana del 4 marzo 2017, convocata con il seguente ordine del giorno:

  1. Elezione della Segreteria nazionale
  2. Regolamento economico degli eletti
  3. Fase politica

L'esito del congresso fondativo di Sinistra Italiana ha visto un certo avanzamento delle posizioni della nostra organizzazione, la cui delegazione si è tendenzialmente ritrovata nell'appello "Sinistra Italiana: lavoro & partecipazione", il cui promotore e primo firmatario è il compagno Antonino Martino, vice presidente nazionale di Sinistra XXI e componente dell'Assemblea nazionale di Sinistra Italiana.

L'avanzamento prodottosi con la conquista della tribuna della direzione nazionale e la presenza di un gruppo di compagni nell'assemblea nazionale pone la necessità di chiarire con quale spirito affrontare questo impegno, senza che esso prenda il sopravvento rispetto al progetto politico complessivo di Sinistra XXI che, come è noto, è ben più ampio del mero profilo elettorale ormai assunto dai partiti politici (e dal quale, per ora, sembra non essere immune neanche lo stesso partito "Sinistra Italiana").

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